CRONACA
Catering per la festa di Alptransit, cronologia di un concorso che non convince. E documenti alla mano vi spieghiamo perché. Restano dubbi, punti oscuri e amarezza
E ancora una volta il Ticino non è riuscito a fare “marketing territoriale”

di Marco Bazzi

Per capirci di più, e per evidenziare una serie di legittimi dubbi – che rimangono nonostante le assicurazioni odierne dell’Ufficio federale dei trasporti sull’assoluta regolarità del concorso (leggi qui) con tanto di “dai, non protestate troppo, che qualche biscottino ai ticinesi l’abbiamo dato” che si legge tra le righe -, proviamo a fare la cronistoria dell’appalto per il catering della maxi festa di Alptransit. Basandoci sui documenti fornitici da una delle aziende ticinesi che hanno partecipato.

Data della festa: 1° giugno 2016. Luogo: Pollegio, al portale sud della galleria ferroviaria più lunga del mondo. In parallelo, al portale nord, a Erstfeld, si svolgerà un’altra festa, con un altro catering.
Ma noi parliamo dell’evento che si svolgerà in Ticino. Mancano ancora 105 giorni al 1° giugno, come indica il contatore che compare nel sito di Alptransit. Cambierà qualcosa? Sarebbe un miracolo. Ma a volte i miracoli accadono…

Costo indicativo del catering: circa 200'000/250’000 franchi, su un costo totale per i festeggiamenti che supera i 12 milioni. Bruscolini, quindi… Nei primi giorni di giugno sono previsti altri eventi, ma noi limitiamoci al catering, che sta scatenando una bufera politica in seguito all’assegnazione dell’appalto a una ditta di Lucerna.

La cronologia

Venerdì 27 novembre 2015, alle 19,45 circa, alle aziende ticinesi selezionate dall’Ufficio federale dei trasporti per partecipare al concorso su invito arriva una mail. La mail è firmata, genericamente, Direzione di progetto Gottardo 2016.

In allegato c’è il capitolato d’appalto, articolato in 5 punti: prezzo dell’offerta; qualità e originalità di cibo e bevande; offerta locale/regionale; referenze ed esperienza in eventi simili; proposta di procedimento e concetto organizzativo.
Il termine per allestire l’offerta è di due settimane esatte: entro lunedì 14 dicembre.

Un paio di annotazioni.
Primo: da quanto tempo si sapeva che il 1° giugno 2016 ci sarebbe stata l’inaugurazione di Alptransit? La prima comunicazione ufficiale è del giugno 2015. Eppure l’Ufficio federale inizia a occuparsi del catering soltanto a fine novembre, costringendo tra l’altro un solerte funzionario a rimanere in ufficio fino alle 8 di un venerdì sera…

Secondo: la mail arriva nei giorni in cui inizia il mese dell’Avvento, che per le aziende che si occupano di catering, eventi e gastronomia è, notoriamente un periodo di fuoco. E il tempo per rispondere è strettissimo: 12 giorni lavorativi, sabati compresi. C’è poi da chiedersi cosa sarebbe successo se la mail dell’Ufficio federale fosse finita nelle “spam”. Ma si sa che bisogna risparmiare in carta e francobolli.

Andiamo avanti. Le aziende invitate studiano una proposta e la inviano all’Ufficio federale. L’azienda che ci ha consentito di ricostruire la cronologia della vicenda la spedisce sabato 12 dicembre.
Indica una dettagliata e curata proposta di menu per i vari momenti in cui si articolerà la festa, coinvolgendo tutta la “filiera” dei prodotti ticinesi: dai salumi ai formaggi, dalla polenta al miele, dai vini al riso, e chi più ne ha più ne metta. Precisa anche i produttori locali a cui farà capo.

Lunedì 14 l’azienda riceve un’altra mail dalla Direzione progetto Gottardo 2016, nella quale si chiedono ulteriori informazioni sull’esperienza, il personale, le referenze (cioè le ditte per cui sono stati organizzati catering di dimensioni paragonabili a quello di Alptransit), eccetera.

Il termine per l’invio di queste informazioni è la sera stessa, giorno in cui si chiude il concorso. Le informazioni mancanti vengono inviate nel pomeriggio di lunedì.

A concorso chiuso, il 18 dicembre, da Berna giunge una nuova mail con ulteriori richieste (con termine di risposta il 15 gennaio 2016) di informazioni sui costi, il montaggio e lo smontaggio delle strutture di cucina e di servizio nell’area dove si svolgerà la festa, la fatturazione di bibite e prestazioni opzionali… 

Nella mail si precisa anche: “Nelle prossime settimane contatteremo un paio di referenze che ci avete menzionato” e si chiedono i relativi indirizzi mail e telefonici.

L’azienda risponde il 29 dicembre, anche se la Direzione progetto Gottardo aveva fatto sapere che l’ufficio sarebbe rimasto chiuso per vacanza dal 23 dicembre al 12 gennaio.

Dettaglio non irrilevante: all’azienda in questione non risulta che le referenze indicate siano state mai contattate dall’Ufficio dei trasporti.

Andiamo avanti e arriviamo al 26 gennaio, quando all’azienda ticinese arriva la decisione, questa volta via Posta: “La Direzione del sottoprogetto-1 di Gottardo 2016 ha deliberato e deciso che…”. Che il catering al portale sud di Pollegio lo gestirà un’azienda del canton Lucerna, la F. Tobler AG.

Si precisa, si legge nella lettera, che la suddetta Tobler ha “un solido bagaglio di esperienza in eventi simili e ottime referenze” e “una struttura solida e provata, con lo stesso direttore da più di 12 anni”. Nessuno mette in dubbio la professionalità della Tobler, ma non è questo il punto.

Beh, non è che la concorrente ticinese fosse da meno: struttura solidissima, stesso direttore da 11 anni, esperienza pluridecennale nel catering e nella produzione gastronomica. E nemmeno le altre concorrenti ticinesi erano da meno.

Però, scrive la funzionaria che firma la lettera, l’azienda prescelta “propone un concetto organizzativo dettagliato e riflettuto per l’evento del 1° giugno”.

Invece, l’offerta formulata dall’azienda ticinese è stata ritenuta “troppo breve”, e “non dà seguito a molti dettagli richiesti per l’offerta”. E ancora: “Nell’offerta non è presente nessuna proposta di procedimento e manca il concetto organizzativo. Referenze o esperienze in eventi simili non sono state integrate”.

Ma come? Le referenze non erano mica state chieste (e inviate) il giorno della scadenza del concorso, e il 18 dicembre la Direzione progetto Gottardo non aveva mica scritto che le avrebbe contattate “nelle prossime settimane”? Che i funzionari non si parlino tra loro?

Ah, sì, a un certo punto dev’essere che si sono parlati, perché a una lettera con cui l’azienda scartata esprimeva dubbi sulle valutazioni contenute nella decisione di appalto, la funzionaria dell’Ufficio federale dei trasporti risponde correggendo il tiro: le referenze in effetti c’erano, ma sono arrivate solo dopo una sollecitazione via mail (il giorno della chiusura del concorso, come abbiamo raccontato). Per cui “il punteggio ha dovuto essere diminuito”. Accipicchia, come sono fiscali a Berna!

La funzionaria scrive anche che l’offerta dell’azienda ticinese era la più economica di tutte. Buono anche il punteggio assegnato ai punti relativi ai prodotti e alle proposte gastronomiche, “ma non il massimo, perché ‘dettagliato’ volevo di più (sic)”, scrive la funzionaria, aggiungendo che l’azienda vincitrice ha indicato una lista di prodotti e fornitori da Biasca, Ambrì, Airolo, Lavorgo, Piotta, Faido, Giubiasca (sic), Balerna, Bellinzona ecc, per pane, vino, formaci (sic), salumi ecc”.

Va bè, questo significa che a Lucerna hanno un buon elenco di produttori ticinesi sotto mano, se in soli 12 giorni sono riusciti a mettere a punto una selezione del genere. Fa piacere tanta attenzione ai produttori nostrani…

Veniamo infine al punto debole dell’offerta bocciata: “Non c’erano indicazioni per il procedimento”, e su quel punto il punteggio è stato “il più basso”.

Vai a capire cosa sia questa “indicazione per il procedimento”, sta di fatto che quel punto, nel bando di concorso contava solo per il 10% nella valutazione finale. Mentre il prezzo contava il 20% (come le referenze), e la qualità delle proposte e la provenienza dei prodotti contavano entrambe il 25%.

Insomma, alla fine è andata così. L’azienda di cui abbiamo parlato è stata scartata, come le altre concorrenti ticinesi, sulla base di valutazioni generiche e poco convincenti. E il concetto di opportunità non è nemmeno frullato come una farfalla nelle menti rigorose dei funzionari della Direzione progetto Gottardo 2016.

Nonostante le raccomandazioni del Consiglio di Stato: la festa sul versante ticinese fatela organizzare a una nostra azienda, che di eccellenze ne abbiamo anche noi. E nonostante gli impegni in tal senso dell’Ufficio federale dei trasporti.

Sarebbe bastato inserire, tra i criteri del bando, un elemento semplicissimo: sede dell’azienda, distanza chilometrica da Pollegio. Un criterio “ambientale”, o se vogliamo “politico”, o se vogliamo “federale”, di “buon senso” o di “rispetto”. Nessuno chiedeva regali. Ma almeno un piccolo vantaggio sulla linea di partenza. Una priorità al “chilometro zero”, che va tanto di moda.

Chiudiamo con un’amara constatazione: ancora una volta il Ticino non è riuscito a fare “marketing territoriale”, che non significa “immafiarsi” o “tirar giacche” ai Bernesi, ma sostenere con convinzione le capacità di un territorio che non può esser sempre preso a pesci in faccia.

L’impressione finale è che la società che coordinerà i festeggiamenti (e che ha già organizzato due eventi per Alptransit), la Furrer Events, che guarda caso ha sede nel Canton Lucerna come la Tobler AG, abbia preferito lavorare con gente di casa.

 

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