CRONACA
RSI, la bufera non si placa. Il sindacato cannoneggia la Direzione: "Siamo indignati! Rifiuta il confronto e vuol voltar pagina senza rendere conto a nessuno del proprio agire"
“Questo atteggiamento è umiliante per i collaboratori licenziati che sono stati trattati in malo modo, e nega al personale e a tutto il paese il diritto alla trasparenza"

COMANO – « Siamo indignati: la Direzione RSI, malgrado i gravi fatti accaduti, rifiuta il confronto con il personale e con il Sindacato sulle questioni fondamentali dell’azienda. Vuole voltare pagina senza dovere rendere conto a nessuno delle proprie azioni”. 
Inizia così la durissima nota diffusa nel pomeriggio di oggi dal sindacato SSM. 

“Questo atteggiamento è umiliante per i collaboratori licenziati – prosegue la nota  - che sono stati trattati in malo modo, e nega al personale e a tutto il paese il diritto alla trasparenza.

Il Sindacato SSM, in queste ultime settimane, si è fatto portavoce di un disagio molto diffuso tra il personale. Un disagio espresso più volte dall’ assemblea al punto da arrivare a sfiduciare la Direzione. Per tentare di ricucire il dialogo, l’assemblea della sezione di Lugano prima e il Comitato nazionale del Sindacato in seguito, hanno chiesto l’intervento di un mediatore indipendente.

Tuttavia, la Direzione RSI, negando la grave crisi di fiducia interna ed esterna, afferma che non c’è niente da mediare. Ha persino rifiutato di incontrare il responsabile RU nazionale Piero Cereghetti e il presidente nazionale dell’SSM Ruedi Bruderer, i quali, nei giorni scorsi, si erano offerti di sentire le parti. 

La RSI cerca di ridurre il Sindacato a un ruolo di comparsa che dovrebbe limitarsi a manifestare i disagi, accontentandosi di mezze risposte. Si tratta di un atteggiamento inaccettabile, che dura da anni, senza che mai la Direzione abbia preso veramente sul serio le richieste del personale (consultazione farsa sulle misure di risparmio; firme Campus, gravi disagi all’interno di alcuni dipartimenti, ecc.).

Il Sindacato si rifiuta di proseguire questo falso dialogo e mantiene la richiesta di un mediatore indipendente come unica via per ritrovare un dialogo fondato sulla fiducia e la trasparenza”.

red

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