CRONACA
Un ticinese racconta il Day After di Bruxelles. Ezio De Bernardi: "Dovevo prendere l'aereo ieri alle quattro. A pensarci mi vengono i brividi"
Il racconto e le foto del direttore commerciale della Valsangiacomo. "Oggi la città era avvolta in un silenzio surreale. Mi ha colpito la tristezza negli sguardi della gente"

BRUXELLES – Una città blindata, presidiata da militari e polizia. Piombata in un silenzio surreale. Ma tutto sommato calma. E tanti, tantissimi sguardi tristi… Così descrive il “day after” dalla capitale belga il ticinese Ezio De Bernardi. Ieri pomeriggio avrebbe dovuto prendere l’aereo per tornare in Ticino. Ma dopo l’attentato Bruxelles si è fermata.
In Belgio De Bernardi, direttore commerciale dell’azienda Valsangiacomo di Mendrisio, ci è andato per delle degustazioni di vino. Un breve viaggio professionale.

“Ieri mattina quando ci sono stati gli attentati – racconta - stavo lavorando all’interno di un palazzo e le notizie mi sono arrivate da fuori, insieme ai rumori delle sirene di ambulanza e polizia. Ero con una ventina di colleghi sommelier giunti a Bruxelles da tutta Europa. Ci hanno raccomandato di non uscire per nessun motivo, anche perché gli attentati alla metropolitana sono avvenuti non lontano dal quartiere in cui ci trovavamo”.

Certo, dice a liberatv, “a pensare che se fosse successo qualche ora più tardi avrei potuto trovarmi proprio nel luogo in cui c’è stato il massacro, mi vengono i brividi… Avevo l’aereo alle 16 di ieri. In stazione oggi la polizia controllava i bagagli, ma tutto sommato la situazione era ordinata e la gente era calma. Niente panico, come ci si poteva aspettare”. 

“Sono passato da piazza della Borsa questa mattina – racconta -, dove c’era molta gente radunata, tanti fiori e tante candele e delle scritte per terra col gesso bianco… Mi ha colpito il silenzio sinistro della città, il ‘non rumore’ della città. Tutto era come ovattato. I bar e i ristoranti erano semivuoti. E ieri sera, quando siamo tornati in albergo, le vie del centro erano deserte. Quello che mi ha colpito molto, sia ieri sia stamattina, è stato lo sguardo triste e attonito della gente. Bruxelles è una città colpita duramente al cuore, questo si leggeva negli sguardi...”. 

emmebi

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