CRONACA
Crollo al "Palazzaccio" di Locarno, e se a qualcuno cadeva in testa qualcosa? Nessun ferito per puro culo... Ma questo piccolo quanto significativo campanello d'allarme va ascoltato
Ad alcune finestre del Pretorio non ci sono nemmeno i vetri doppi, altro che standard Minergie… E sui cornicioni e sulle facciate sono spuntate inquietanti crepe...

LOCARNO – Il cedimento di un pezzo di soffitto al piano terreno del Pretorio di Locarno, dove ha sede l’Ufficio regionale degli stranieri, è un piccolo ma significativo segnale di degrado. Un campanellino d’allarme, come quello di una capretta che scappa dal gregge.

Nessuno è rimasto ferito, se no questa sera c’era già la diretta tivù da via della Pace (che si chiama così per via del Patto di Locarno, siglato nell’anno del Signore 1925) e c’erano mille speculazioni sul “chicchirichì per colpa di chi”, come cantava Zucchero. Le cause? Boh, non si sa. Sul crollo è calato un velo di silenzio istituzionale. C’è chi addirittura ipotizza che il crollo possa essere stato indotto dalle scosse telluriche dell’epico scontro odierno tra il presidente del Consiglio comunale Giovanni Monotti e il capogruppo dei Verdi Pierluigi Zanchi…

In ogni caso, nessuno è rimasto ferito per purissimo culo, perché di gente che cercava timbri, alle tre di oggi pomeriggio, ce n’era parecchia. Senza dire dei funzionari che lì ci lavorano ogni giorno. 

Che il Pretorio di Locarno sia vetusto e piuttosto squallido è un dato di fatto, nonostante i lavori di “miglioria” effettuati qualche anno fa per dare adeguata sede alla Corte d’appello, ai tempi in cui la Sezione della logistica era sotto permanente processo politico. 
Da sempre quel “palazzaccio” (come si dice delle sedi giudiziarie) è stata una Cenerentola tra i palazzi di giustizia ticinesi, fin dai tempi bui in cui le carceri pretoriali sembravano celle di regime più che di paese civile. Roba da Silvio Pellico, con le finestre del seminterrato che si affacciavano direttamente sui tubi di scappamento delle auto…

Ad alcune finestre del Pretorio non ci sono nemmeno ancora i vetri doppi, altro che standard Minergie… E sui cornicioni e sulle facciate dello storico palazzo sono spuntate inquietanti crepe. Ecco perché il crollo di oggi è un campanellino d’allarme che va ascoltato con orecchio attento.

Certo che se paragoniamo il Palazzo di giustizia di Locarno alla fantasmagorica sede del Tribunale federale di Bellinzona ci viene in mente una giustizia a due velocità. Ma adesso, che il denaro non costa nulla, non sarebbe ora di por mano a un serio investimento in quel palazzo, peraltro storico e pregevole, in cui lavorano funzionari, giudici, procuratori e agenti di polizia?

emmebi

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