CRONACA
Migranti: boom di arrivi in Ticino nel mese di luglio. Si va verso la realizzazione di una struttura unica per l’accoglienza temporanea
Al momento sono al vaglio diverse opzioni operative per la realizzazione in tempi brevi di una struttura unica capace di alloggiare i migranti in attesa di riammissione semplificata. Da parte del Canton Ticino è stata richiesta all’Autorità federale competente l’assunzione di parte delle spese supplementari per la realizzazione di questa struttura, che permetterà una riduzione dei costi di gestione rispetto all’attuale situazione.
BELLINZONA - Dall’inizio del mese di luglio, come previsto,  si è assistito a un incremento considerevole del flusso di migranti alla frontiera sud del nostro Paese. Per rispondere a questa nuova
situazione, lo Stato Maggiore Cantonale Immigrazione (SMCI), in collaborazione con il Corpo
guardie di confine (Cgcf), sta valutando di poter procedere con il piano d’azione che prevede
l’installazione di una struttura unica capace di alloggiare i migranti in attesa di riammissione
semplificata.

 
Attualmente, il dispositivo “ACCO”, da tempo pianificato e messo in funzione dal Cgcf e supportato
logisticamente dal Cantone Ticino, prevede l’alloggiamento dei migranti, al massimo per una notte, in
una delle tre strutture protette della Protezione Civile (PCi), messe a disposizione in tre Comuni del
Mendrisiotto. Tale dispositivo era inizialmente pensato per alloggiare fino a 150 ospiti unicamente
durante il fine settimana e in maniera del tutto straordinaria. A partire dal 1. luglio l’apertura di queste
strutture protette si è invece resa necessaria in modo permanente in ragione di un aumento delle
richieste di alloggio. Da qui l’esigenza di trovare una soluzione sostenibile nell’ottica di una gestione
costante d’importanti flussi giornalieri di migranti. A titolo d’esempio si può ricordare che negli ultimi 4
giorni si sono registrati oltre 700 nuovi arrivi e circa 400 persone hanno alloggiato per una notte nelle
infrastrutture della PCi.

 
Questo aumento di richieste è dovuto a più motivi. Innanzitutto, come previsto dalle analisi svolte dal
Dipartimento delle istituzioni, nelle ultime settimane si è rilevato un aumento importante degli arrivi
alla frontiera sud. A complemento di ciò, e contrariamente a qualche settimana fa, si osserva inoltre
che la tendenza fra i migranti è ora quella di passare dal nostro territorio a solo scopo di transito e con
l’intento di proseguire verso il nord Europa. Se all’arrivo in Svizzera, coloro che presentano una
richiesta d’asilo vengono presi a carico dai collaboratori della Segreteria di Stato della migrazione
(SEM), le persone interessate a raggiungere i Paesi del nord Europa transitando in territorio elvetico
vengono invece affidate alle preposte Autorità italiane. Questo secondo l’iter previsto dalla procedura
di riammissione semplificata, così come stabilito dagli accordi internazionali. In questo caso, per via di
questioni legate agli orari di apertura degli Uffici di competenza italiani, può succedere che migranti
che devono essere consegnati alle Autorità italiane restino momentaneamente su suolo svizzero e
vengano quindi ospitati in uno dei tre centri previsti dal dispositivo “ACCO”.

 
Al momento sono al vaglio diverse opzioni operative per la realizzazione in tempi brevi di una
struttura unica capace di alloggiare i migranti in attesa di riammissione semplificata. In questo modo
si potrà rispondere alla nuova situazione e semplificare questioni logistiche, di sicurezza e di
relazione con la popolazione.


Da parte del Canton Ticino è stata richiesta all’Autorità federale competente l’assunzione di parte delle spese supplementari per la realizzazione di questa struttura, che permetterà una riduzione dei costi di gestione rispetto all’attuale situazione.
 
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