CRONACA
Domenica musulmani a messa nelle chiese ticinesi. Il vescovo di Lugano Valerio Lazzeri "benedice" l'appello dell'imam Jelassi ai fedeli islamici: "I nostri preti saluteranno favorevolmente questa presenza"
Dopo la Francia e l'Italia anche nelle chiese del nostro Cantone si vivrà un momento di solidarietà ad alto valore simbolico tra cattolici e musulmani per dire "no" al terrorismo. Nelle ore successive all'attentato di Rouen Don Feliciani lanciò la proposta con un'intervista a Liberatv
CRONACA

Don Feliciani: "Presto inviterò i musulmani a partecipare a una messa la domenica. Cristiani e islamici sono due rami fioriti dalle stesso albero"

30 LUGLIO 2016
CRONACA

Don Feliciani: "Presto inviterò i musulmani a partecipare a una messa la domenica. Cristiani e islamici sono due rami fioriti dalle stesso albero"

30 LUGLIO 2016

LUGANO – In Francia e in Italia l'esperienza è stata già vissuta nella domenica successiva all'attentato di Rouen, dove fu barbaramente ucciso da due terroristi islamici padre Jacques. E il prossimo weekend toccherà al Ticino sperimentare la presenza dei musulmani in chiesa durante la messa domenicale.

 

L'imam Jelassi ha infatti lanciato un appello stamane dalle colonne del Giornale del Popolo affinché i fedeli islamici si rechino nelle chiese del Cantone, in segno di vicinanza ai cristiani dopo le stragi "commesse da terroristi che usurpano il nome dell’islam". Un appello che giunge dopo qualche settimana dall'invito lanciato tramite Liberatv da Don Gianfranco Feliciani che, nelle immediate ore post attentato, aveva invitato a messa i musulmani nella chiesa di Chiasso (leggi articolo correlato). 

 

E l'iniziativa è stata "benedetta" anche da Valerio Lazzeri che, in una breve nota, ha fatto sapere di accogliere "il segno di solidarietà che i musulmani ticinesi hanno voluto dare alla Chiesa cattolica facendo seguito all'iniziativa dei musulmani francesi e italiani all'indomani degli attentati in Francia".

 

"I parroci ticinesi – scrive ancora il Vescovo di Lugano - sapranno salutare favorevolmente questa presenza silenziosa. Coltiviamo la speranza che, nonostante le differenze e senza contraddire le nostre identità rispettive, possiamo percorrere cammini di pacifica convivenza e di collaborazione nel bene".

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