Dabiq, il mensile dello Stato Islamico, lancia un'invettiva contro Papa Francesco e la cristianità. Il titolo della prima pagina è "Break the cross", "Rompi la croce". Il Pontefice accusato di difendere i gay e di dialogare con l'islam moderato. "Ecco per
“Tra questa pubblicazione e il prossimo massacro che verrà eseguito contro di loro dai soldati nascosti del Califfato i crociati possono leggere perché i musulmani li odiano e li combattono”
Il "Vogue" del fanatismo e del terrore. Viaggio tra le deliranti pagine patinate di Dabiq, il magazine con cui lo Stato Islamico propaganda la Jihad contro i "crociati" e gli infedeli
23 NOVEMBRE 2015
CRONACA
Il "Vogue" del fanatismo e del terrore. Viaggio tra le deliranti pagine patinate di Dabiq, il magazine con cui lo Stato Islamico propaganda la Jihad contro i "crociati" e gli infedeli
23 NOVEMBRE 2015
“Break the cross”, “Rompi la croce”. Il titolo è questo, in copertina, accanto alla foto di un jihadista dello Stato Islamico che sventolando la bandiera del Califfato spezza sul tetto di una chiesa il simbolo della cristianità. All’interno, nel servizio principale di Dabiq, il mensile dell’Isis, c'è invece la foto di papa Francesco con il titolo: “Nelle parole del nemico”.
Il numero 15 di Dabiq, magazine ufficiale della guerra santa, pubblicato anche in inglese, lancia una nuova minaccia all’Occidente: “Tra questa pubblicazione di Dabiq e il prossimo massacro che verrà eseguito contro di loro dai soldati nascosti del Califfato — ai quali viene ordinato di attaccare senza ritardi — i crociati possono leggere perché i musulmani li odiano e li combattono”.
Durissimo l’attacco al Papa: nessun gruppo fondamentalista aveva mai osato tanto, nemmeno Al Qaeda. L’offensiva contro il Vaticano e la cristianità parla anche dell’assassinio di padre Jacques Hamel, il parroco di 86 anni sgozzato a Rouen da due ragazzini, e proprio alle giovani leve europee dell’Isis sembra rivolgersi l’appello.
Papa Francesco viene preso di mira per la sua difesa dei gay e per la sua politica di dialogo con il mondo musulmano moderato. Ma anche per aver pregato per le vittime di Orlando, in Florida, dove in giugno il trentenne Omar Saddiqui Mateen massacrò 49 persone in una discoteca frequentata da omosessuali. La linea del Pontefice, secondo Dabiq, è “in totale disaccordo con la dottrina della sua Chiesa”. “L’omosessualità è immorale – si legge nell’articolo -, un atto di perversa sodomia”.
Il Papa figura anche in una foto con Ahmed al Tayeb, l’imam dell’università islamica del Cairo, che viene definito “apostata” per aver definito la religione cristiana “una fede di amore e di pace”.
Ma il tema di fondo è “Rompi la croce, come disse il profeta Maometto”, ordine accompagnato dalle immagini dei massacri di Nizza e degli Stati Uniti, con tanto di inno ai “soldati martiri del Califfato a Dacca, in Francia e in Germania”.
“Vi odiamo, prima di tutto e soprattutto, perché siete miscredenti – scrive Dabiq -: rifiutate l’unicità di Allah. Vi odiamo perché le vostre società secolari e liberali permettono le cose che Allah ha proibito”.
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