Una volta giunti sul posto, uno degli alpinisti si è calato nello stretto crepaccio e ha raggiunto la malcapitata a 15 metri di profondità, facendole indossare non senza fatica (visto lo spazio ridotto e la poca luce) un'apposita imbragatura detta triangolo. Nel frattempo gli altri tre montavano il cevedale, una sorta di treppiedi dotato di carrucola con motore elettrico, solitamente usato in questo tipo di operazioni, con cui è stato possibile issare la donna, assicurata a due corde.