CRONACA
A Terni fa scandalo la pièce teatrale della danzatrice che penetra con un fallo di gomma il suo partner. E quel Festival è finanziato anche da Pro Helvetia. Il Fatto Quotidiano stronca lo spettacolo: "Il sensazionalismo, per chi lo insegue consapevolmente
“Avete mai visto un vero e proprio porno a teatro? Avete mai assistito a sesso esplicito spinto fatto realmente su un palcoscenico? È accaduto all’appena concluso Terni Festival durante lo spettacolo Schonheitsabend"
TERNI - “Avete mai visto un vero e proprio porno a teatro? Avete mai assistito a sesso esplicito spinto fatto realmente su un palcoscenico? È accaduto all’appena concluso Terni Festival durante lo spettacolo Schonheitsabend, coproduzione tra differenti enti, austriaci, olandesi, belgi e tedeschi”.

Il giornalista Tommaso Chimenti stronca, giustamente, sul Fatto Quotidiano, una pièce degna più di un club privé che di un teatro. Ma l’elemento interessante, per noi, al di là dell’aspetto pruriginoso dello spettacolo, è che quel Festival è finanziato anche da Pro Helvetia, che contribuisce con 6'000 franchi. Una piccola cifra, d’accordo, ma poco conta che si tratti di poche migliaia di franchi.

Nella prima delle tre parti, racconta Chimenti, “la danzatrice Florentina Holzinger si è apposta in vita una cintura con un fallo in lattice applicato e ha penetrato il danzatore Vincent Riebeek con un rapporto anale continuo e prolungato, con evoluzioni e svariate pose e posizioni per far ben vedere, da ogni angolazione, di che cosa stavamo parlando e dove si era infilata quell’appendice, prima esposta e sguainata come spada, poi incuneatasi e sparita, inghiottita nel corpo del performer.

Così uniti i due, lui cavalcando lei e successivamente lei montando lui, hanno danzato uniti per una decina di minuti in un amplesso anale esplicito e osceno. Un gesto artisticamente, teatralmente, inutile nel contesto e nella vicenda messa in scena, ma più che altro una piccola trovata, affatto originale, pseudo scandalistica e provocatoria”.

Il giornalista si chiede poi se il teatro, “terreno principe della finzione, abbia bisogno di queste estremizzazioni di realismo anche travalicando il buon senso e l’opportunità. Certamente chi produce una pièce del genere e, in questo specifico caso, chi la organizza e la promuove in un festival teatrale (e non dell’erotismo né della pornografia) sa perfettamente che una scena del genere farà parlare molto. Un gesto tanto dichiarato e palese può essere accettato e contemplato in altri luoghi e spazi, privé, sexy shop, locali hard, youporn, cinema a luci rosse (a Terni ne resiste uno proprio nelle vicinanze del palazzo comunale), non certo su un palcoscenico che si vanta di portare il meglio del teatro contemporaneo".

Poi il giornalista fa i conti in tasca al Festival e scrive: "Un festival finanziato e supportato con 200.000 euro, dei quali la metà arriva dal Teatro Stabile umbro, 30.000 dalla Fondazione Carit per il progetto “Foresta”, 60.000 euro coperti dall’associazione Indisciplinarte, 6.000 da Pro Helvetia, 4.000 dall’Istituto Francese e altrettanti dall’ente Vlaanderen...”

Adesso ci chiediamo cosa sarebbe successo, aggiunge il giornalista, "se il gesto fosse stato compiuto al contrario, cioè con il lui in questione in posizione dominante e la lei di turno in posa accogliente. L’ipotesi più facile da poter immaginare è una sollevazione popolare dei movimenti femministi.

Sarebbero scese in campo a tutela dell’immagine della donna, vilipesa e maltrattata, alla mercé dello sguardo lascivo degli uomini in platea, una volta di più usata e utilizzata per fare spettacolo e show. In questo modo invece, con la femmina che sottomette il maschio, questo ribaltamento anatomico e simbolico ha facilmente centrato anche una certa “simpatia” o “empatia”. Se la penetrazione della donna fosse stata vissuta e percepita come azione negativa e violenta, questo capovolgimento ha “ridicolizzato” il maschio alfa. Un’azione condannabile non in quanto tale né tanto meno offensiva in sé, quanto elementare per pungolare banalmente, e forse nascondere anche mancanze contenutistiche, argomentazioni deboli, idee povere".

E conclude Chimenti: Il sensazionalismo, per chi lo insegue in maniera conscia e consapevole, di solito diventa boomerang. Senza difesa il pubblico: sul foglio di sala non era neanche stato apposta la dicitura “Vietato ai minori di 18 anni” (vm18), e il libretto illustrativo dell’intera rassegna presentava lo spettacolo con “una nuova concezione della bellezza imbevendo la propria poetica di follia, connotazioni estreme e forte erotismo”. L’erotismo non è pornografia. Un Paese civile si vede anche da quello che propone, progetta, presenta. La libertà, quando diviene anarchia, non fa del bene alla collettività che la subisce.

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