CRONACA
Spegnimento del secondo canale della RSI, Luigi Pedrazzini è scettico. Il presidente della CORSI: "La pubblicità tv, al momento, rende circa due milioni di franchi annuali a ‘La 2’. E come si farà a gestire le trasmissioni, dalla Meteo alle partite di Cha
Pedrazzini: "Si parla sempre di servizio pubblico e, come è giusto ribadire, i valori in gioco non sono principalmente quelli d’ordine economico"
Foto: TiPress/Benedetto Galli
POLITICA E POTERE

Rivoluzione alla RSI. Niente più LA2 in televisione. Il secondo canale trasloca sul web. Canetta: "Ci avviciniamo al pubblico e ai giovani". Via libera dalla CORSI (che chiede all'SSR alcune precise garanzia)

10 NOVEMBRE 2016
POLITICA E POTERE

Rivoluzione alla RSI. Niente più LA2 in televisione. Il secondo canale trasloca sul web. Canetta: "Ci avviciniamo al pubblico e ai giovani". Via libera dalla CORSI (che chiede all'SSR alcune precise garanzia)

10 NOVEMBRE 2016
COMANO - Sullo spegnimento del secondo canale a beneficio di una maggiore copertura web, prende posizione, oggi sul Caffè, il presidente della CORSI, Luigi Pedrazzini. Ed esprime perplessità non limitate all’aspetto economico: "Anche perché si parla sempre di servizio pubblico e, come è giusto ribadire, i valori in gioco non sono principalmente quelli d’ordine economico – dichiara -. Non è affatto detto che lo ‘spegnimento’ de ‘La 2’, che comunque dovrà avvenire se l’alternativa in Rete raggiungerà con pari qualità tutti gli abbonati del cantone, corrisponda ad una misura di risparmio. Alla Rsi, ad esempio, il mandato in corso vieta la pubblicità online, mentre la pubblicità tv, al momento, rende circa due milioni di franchi annuali a ‘La 2’. E come si farà a gestire le trasmissioni, dalla Meteo alle partite di Champions League, che sono sponsorizzate?".

Ma quand’anche venissero modificate le norme che ora impediscono di raccogliere pubblicità
(cosa che metterebbe in ginocchio tutte le testate private, e allora altro che votare per l’abolizione del canone!, ndr)
, aggiunge Pedrazzini, "non è detto che gli inserzionisti, cifre alla mano, troveranno utile e vantaggioso investire su un prodotto trasmesso con una nuova modalità d’offerta, il web appunto, di cui per ora è impossibile quantificare percentuali d’ascolto e successo".

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