"La nebbia agl'irti colli piovigginando sale...". Ecco svelato il 'segreto' della fitta coltre che questa mattina ricopriva parte del Ticino. Un fenomeno raro, dovuto a una forte inversione termica provocata dalla combinazione di aria fredda in pianura e
È stato un fenomeno molto particolare, spiega Luca Nisi, di MeteoSvizzera: “Nella notte si è formato un lago di aria fredda e umida sulle pianure, mentre sopra i 600 metri di quota c’era una corrente favonica moderata proveniente da nord, e...”
LOCARNO – “La nebbia agl’irti colli pioviginando sale…”... Di fronte allo spettacolo di una pianura immersa nella nebbia che ci è apparso questa mattina nel Sopraceneri, veniva in mentre la famosa poesia ‘San Martino’, di Giosuè Carducci.
Mancava però il vento, quel maestrale sotto il quale “urla e biancheggia il mar”. In realtà il vento c’era, un favonio caldo, ma ad alta quota, e proprio quel vento ha contribuito alla formazione dei banchi di nebbia che hanno velato il Ticino.
È stato un fenomeno molto particolare, spiega Luca Nisi, di MeteoSvizzera Locarno Monti: “Nella notte si è formato un lago di aria fredda e umida sulle pianure, mentre sopra i 600 metri di quota c’era una corrente favonica moderata proveniente da nord”.
Una corrente calda dunque, che ha innescato una forte inversione termica dando origine ai banchi di nebbia estesi che si sono dissolti nel pomertiggio formando una foschia piuttosto densa.
Il fenomeno è abbastanza raro, spiega il meteorologo, in quando solitamente il favonio riesce a penetrare anche in pianura, sul Piano di Magadino. Mentre in questo caso, per dirla in parole semplici, ha sorvolato le nebbia e si è fermato a nord di Bellinzona.
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