CRONACA
Berlino, svolta clamorosa: Naved D. è l'uomo sbagliato. Il rifugiato pachistano non ha partecipato all'attentato. Il killer è ancora in fuga. La polizia ticinese: "La Svizzera non è un obbiettivo ma teniamo la guardia alta"
Il 23enne arrestato ieri sera con l'accusa di essere stato alla guida del TIR che ha provocato la strage, nega ogni coinvolgimento. E la polizia conferma questa tesi. Intanto prende posizione la polizia cantonale: "Dobbiamo aspettarci ulteriori atti di questo genere in Europa che possono variare da azioni da parte di singoli autori o piccoli gruppi, ad operazioni più complesse e più ampie"
BERLINO - Forse, anzi probabilmente, non è Naved D - 23enne rifugiato pachistano - uno degli autori del massacro al mercatino di Natale di Berlino.
 
Il ragazzo, arrestato ieri sera dalla polizia tedesca, nega infatti qualsiasi coinvolgimento. E anche la polizia tedesca fa filtrare che il 23enne non era alla guida del camion che ha provocato la strage. Sembra proprio insomma che sia stato arrestato l'uomo sbagliato. E se questa ipotesi fosse confermata, di conseguenza, l'attentatore sarebbe ancora a piede libero. 
 
Intanto la polizia cantonale ticinese condanna fermamente "il vile attentato avvenuto nel mercatino di Natale a Berlino ", unendosi al cordoglio già espresso dalle autorità federali. 
 
"Le autorità federali e cantonali preposte alla sicurezza  - si legge in una nota - sono in stretto contatto per analizzare la situazione. Fedpol in particolare è in contatto con le autorità germaniche per stabilire un eventuale collegamento tra i fatti avvenuti in Germania e la Svizzera. Possibilità questa al momento priva di fondamento. Attualmente, come comunicato dal Dipartimento federale degli affari esteri, non vi sono indicazioni di vittime svizzere e quindi pure ticinesi nell'attentato berlinese".
 
"Nonostante l'ultimo tragico evento - prosegue il comunicato - la valutazione della minaccia terroristica non cambia per la Svizzera. Anche alla luce degli attentati terroristici perpetrati in Europa dal 2015 e le continue attività terroristiche di gruppi e organizzazioni jihadiste, la minaccia terroristica rimane alta, anche se la Svizzera non è un obiettivo prioritario di possibili attacchi. Dobbiamo però aspettarci ulteriori atti di questo genere in Europa che possono variare da azioni da parte di singoli autori o piccoli gruppi, ad operazioni più complesse e più ampie. Sulla base delle valutazioni del Servizio delle attività informative della Confederazione, dell'Ufficio federale di polizia - fedpol e delle Polizie cantonali che analizzano la situazione in modo continuo, vengono coordinate eventuali decisioni relative a dispositivi di sicurezza da mettere in atto".
 
"In relazione alla realtà cantonale - termina il comunicato - il rafforzamento di misure specifiche per luoghi con presenza massiccia di persone sono già state prese negli scorsi mesi e vista l'attualità permangono attive. La loro valutazione è continua ed eventuali adattamenti sono costantemente vagliati in collaborazione con le Polizie comunali e i partner federali. Per ragioni operative e di necessario riserbo non vengono forniti ulteriori dettagli sui dispositivi in atto o a venire".
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