CRONACA
Parla il "personaggio noto per le sue simpatie leghiste" che alimenterebbe tensioni xenofobe alla scuola di Chiasso. "Da parte della direzione una coltellata alla schiena. Quel 14enne eritreo ha seri problemi e va aiutato. L'unica mia colpa è avergli dett
“Alla scuola di Chiasso la situazione è sfuggita di mano: ci sono diversi eritrei problematici, e un gruppo di ragazzi siriani che regolarmente si mettono in piazza a lanciare uova contro la macchine. È intervenuta anche la polizia ma loro continuano. A voi sembra normale?”
CHIASSO – “Io leghista xenofobo? Assolutamente no! Sono una persona che vuol vivere in pace. La guerra e la violenza, purtroppo, sono in altri paesi. Ma credo che la gente che scappa da quelle realtà e che trova rifugio e accoglienza da noi debba comportarsi in modo civile”.

L’uomo che la direzione delle scuole di Chiasso ha definito, in una dichiarazione al Corriere del Ticino, "un personaggio noto per le sue simpatie leghiste" che alimenterebbe tensioni xenofobe non ci sta e vuol raccontare la sua versione dei fatti.

Lui è il padre di uno dei ragazzi picchiati dal 14enne eritreo balzato per ben due volte negli ultimi giorni sulla ribalta della cronaca (
).

“L’unica colpa che ho – racconta l’uomo - è di aver detto una frase nel piazzale della scuola. Una frase di cui mi sono pentito e per la quale ho chiesto scusa. Ma ero imbestialito. Lunedì pomeriggio sono arrivato sul piazzale poco dopo che il mio figlioccio era stato colpito con una testata in faccia dal 14enne eritreo. Ho visto che era sporco di sangue e perso le staffe e rivolgendomi all'eritreo gli ho detto ‘negro di m…”. Ma poco dopo, al Pronto soccorso, dove sono stati portati entrambi i ragazzi, ho chiesto scusa al 14nne e ai suoi genitori. Testimoni gli agenti di polizia che ci hanno accompagnati in ospedale”.

Quel ragazzo africano, prosegue, in ogni caso ha dei seri problemi comportamentali, “continua a cercare scontri con gli altri allievi, e in più è alto un metro e 80 ed è chiaro che fisicamente ha la meglio. Era già stato coinvolto nei giorni scorsi nella rissa a causa di una palla di neve, dove aveva picchiato un 11enne. Poi sabato è stato ancora protagonista alla festa Midnight che si tiene ogni settimana nella palestra delle scuole”.

L’uomo racconta l’accaduto così: “Avevano messo una musica eritrea e un amico angolano di mio figlio adottivo si è messo a ballare. Il 14enne lo ha minacciato pesantemente dicendogli che non doveva ballare la musica del suo paese. La cosa sembrava finita lì.  Ma lunedì mezzogiorno suonano il campanello di casa mia e al citofono mi dicono: fai scendere tuo figlio. Vado giù io, allora, e mi trovo il 14enne eritreo con un altro ragazzo. Gli ho detto di lasciare in pace i miei figli, che siamo persone che vogliono vivere tranquille e che per me la cosa finiva lì”.

Ma i problemi sono continuati a scuola: “Nel pomeriggio – racconta ancora l’uomo - un altro eritreo dice a mio figlio più piccolo: ‘quando finisce la lezione ti spacco la faccia’. Così il mio figlioccio è andato a prendere il fratellino per proteggerlo, non in motorino, ma a piedi, e poi è nato il litigio nel piazzale: il 14enne eritreo gli ha dato una testata in faccia facendogli sanguinare il naso, e lui ha reagito tirandogli un pugno. Guardi, le mando le foto del giubbotto del mio figlioccio con le macchie di sangue...
(foto di copertina, ndr)
Quello è un ragazzo molto problematico e ha bisogno di aiuto. Sono convinto che ne combinerà altre, e ai miei figli ho già detto che sabato prossimo al festa Midnight non li lascio andare”.

Questa è la versione dell’uomo, che ribadisce: “Non sono razzista. Ho molti amici di colore, i miei figli portano a casa ragazzi angolani e kosovari senza nessun problema. Ho aiutato tanti stranieri… Anche persone che dovevano essere espulse raccogliendo firme in loro favore. Non sono né xenofobo né razzista. E nemmeno leghista. Dalla politica voglio star fuori, vado a votare per dovere civico, ma non ho simpatie leghiste, ho votato PLR, PPD… voto le persone che reputo meritevoli. Questa coltellata alla schiena da parte della direzione scolastica non me l’aspettavo”.

E conclude: “Alla scuola di Chiasso la situazione è sfuggita di mano: ci sono diversi eritrei problematici, e un gruppo di ragazzi siriani che regolarmente si mettono in piazza a lanciare uova contro la macchine. È intervenuta anche la polizia ma loro continuano. A voi sembra normale?” .

emmebi
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