Il legame tra le due operazioni è infatti l’uomo di doppia nazionalità, turca e svizzera, che lavorava come agente per la società il cui titolare è stato fermato nell’inchiesta parallela, e che nulla ha a che vedere con i reati di terrorismo. Si sospetta che l’uomo abbia contribuito a reclutare, forse anche tra i migranti con i quali è venuto a contatto durante la sua attività professionale, dei potenziali terroristi.