CRONACA
Con il fucile a pompa in strada perché disturbato da due ubriachi: Guardia di confine ticinese licenziata dal Comando. Per questa e altre "carenze comportamentali"
A seguito di quell’episodio il Ministro Pubblico ha emesso un decreto d'accusa nei confronti dell’agente: condannato a una multa di 1'000 franchi per contravvenzione alla legge federale sulle armi. E uno dei due ubriachi è finito pure all'ospedale...
© Ti-Press/Carlo Reguzzi
LUGANO - Ha imbracciato un fucile a pompa, caricato con proiettili di gomma, e forse ha anche alzato le mani contro due ubriachi che facevano “casino” sotto casa sua. Per questo una Guardia di Confine ticinese è stata licenziata dal Comando. Causa "motivi gravi".

 

Ne riferisce stamani il Corriere del Ticino rivelando anche diversi particolari sulla vicenda. Ad esempio che uno dei due ubriachi - era il 4 marzo del 2016 - sarebbe stato ricoverato all’ospedale di Mendrisio con un "trauma policontusivo" e un "trauma all'emivolto destro”. Secondo la vittima sarebbe stato preso a pugni dall'agente, secondo l'agente ci sarebbe stata una legge spinta e le ferite sarebbero state cause dalla caduta. 

 

A seguito di quell’episodio il Ministro Pubblico, siamo nel gennaio del 2017, ha emesso un decreto d'accusa nei confronti dell’agente: condannato a una multa di 1'000 franchi per contravvenzione alla legge federale sulle armi.

 

Una condanna sufficiente per il Comando per procedere al licenziamento in tronco. Anche perché, a quanto pare, la Guardia, rivela sempre il CdT, in passato aveva già mostrato "carenze comportamentali". In particolare l’agente era già stato “oggetto di un formale avvertimento scritto, a causa del comportamento mantenuto nel corso del 2015 e nel periodo 1.1.2016- 4.2.2016: al lavoratore fu rimproverato segnatamente uno scarso senso di responsabilità e lealtà, utilizzando per scopi privati l’indirizzo di posta elettronica professionale dell’AFD e la violazione delle direttive concernenti il codice di comportamento dell’AFD e la Carta dei valori della regione IV”. Su quest’ultimo punto pesa il comportamenti “discriminanti nei confronti di una categoria di persone” tenute dalla Guardia su Facebook, così come “i pareri personali utilizzando toni inaccettabili’’ espressi sul social.

 

Il Tribunale Federale amministrativo ha confermato la decisione del Comando respingendo il ricorso dell’ormai ex agente.

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