CRONACA
“La nostra sicurezza per una birra?". Duro attacco dei Verdi a Fabio Regazzi: "C'è chi a Berna lavora per il popolo e chi a difesa degli interessi di altre categorie"
Gli ecologisti si scagliano contro il Consigliere Nazionale PPD per la sua proposta di abolire il divieto di vendere gli alcolici in autostrada: "La domanda da farci è quella di capire da chi vogliamo farci rappresentare, quali sono i interessi in questa iniziativa e in ultima analisi chi è che è disposto a sacrificare il bene collettivo per vendere qualche birra in più”
© Ti-Press / Gabriele Putzu
BELLINZONA - “I nostri rappresentanti a Berna sono eletti al Consiglio Nazionle per rappresentare il popolo. Eppure c’è chi come Fabio Regazzi che invece lavora a difesa degli interessi di altre categorie”. Comincia con queste parole un duro attacco dei Verdi contro Fabio Regazzi. In un comunicato stampa intitolato “La nostra sicurezza per una birra?”, gli ecologisti si scagliano contro il Consigliere Nazionale PPD per la sua proposta di abolire il divieto di vendere gli alcolici in autostrada.

 

“Con la sua proposta - scrivono i Verdi - il Consigliere Nazionale ticinese si adopera a difendere gli interessi di chi gestisce le aree di sosta autostradali. Si tratta solo dell’ultimo increscioso episodio, preceduto dal precedente tentativo di allentare il divieto notturno di circolazione degli automezzi pesanti. Sebbene la popolazione, secondo alcuni sondaggi, sia nettamente contraria all’abolizione del divieto di vendita di alcolici in autostrada, il rappresentante della camera del popolo si batte come un leone per vendere birra agli automobilisti. Tutto questo in barba al fatto che la confederazione ha attuato una serie di misure piuttosto severe volte a migliorare la sicurezza sulle strade. Tra queste vi è proprio la diminuzione del tasso alcolico consentito al volante. Appare quindi estremamente contradittorio anche l’atteggiamento del consiglio federale che si dichiara non contrario al postulato”.

 

“Numerosi studi - termina la nota - dimostrano come la disponibilità di bevande alcoliche favorisca il consumo e che lo stesso, evidentemente, ha un impatto devastante dal punto di vista degli incidenti stradali. Ma nonostante questo, ci sono personaggi che per incassare 4 franchi su ogni birra sono disposti a vendere l’anima al diavolo.La domanda da farci è quella di capire da chi vogliamo farci rappresentare, quali sono i interessi in questa iniziativa e in ultima analisi chi è che è disposto a sacrificare il bene collettivo per vendere qualche birra in più”.

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