Una presa di posizione chiara che ha però scatenato un’ondata di scetticismo sul social. Tra i molti che non condividono le spiegazioni di ‘Patti Chiari’ c’è l’ex deputato ed ex presidente degli albergatori Corrado Kneschaurek, che scrive: “Nella triste vicenda Crotta, al di là di strascichi giudiziari, mi pongo qualche domanda. Mammone sostiene in una lunga presa di posizione che la redazione di Patti Chiari ha valutato e ponderato a lungo le conseguenze che il servizio avrebbe potuto avere, ma che il dovere di informazione all'utenza ha prevalso. Se il dovere di informazione è così importante come mai i denunciatori sono rimasti anonimi? Io vorrei conoscere i loro nomi e cognomi. È più importante tutelare anonimi da ritorsioni che 40 posti di lavoro? Come mai per la grande distribuzione e con il Cantone non si fanno nomi e cognomi dei responsabili? (evidentemente hanno mezzi, strutture e avvocati a loro disposizione) e come mai nessuna testimonianza di chi è stato male mangiando il minestrone? (mi risulta che non vi siano casi di intossicazione alimentare)”.