CRONACA
Pim pum pam... A Ponte Brolla vanno in scena 'gli spari sopra'. Un fantastico sabato di fuoco e 'turisti presi a fucilate'. Gli esercenti giustamente s'incazzano e protestano urbi et orbi: "Spendiamo milioni per promuovere il Ticino e tolleriamo simili at
Sabato 27 maggio l’Unione tiratori di Locarno, ha concesso lo stand alla Polizia comunale, che ha organizzato il ‘Tiro del Pardo’. La gara è durata l’intera mattinata, dalle 9 in poi, e nel pomeriggio gli spari sono proseguiti con le attività di tiro dei soci dell’Unione, dalle 14,30 alle 16,30. Gli esercenti: 'Ora basta!'
Foto: TiPress/Pablo Gianinazzi
LOCARNO – Non ci avranno pensato? O semplicemente se ne sono fregati? Sia come sia ‘sta idea del ‘Tiro del Pardo’ organizzato allo stand di Ponte Brolla sabato 27 maggio,  fine settimana dell’ascensione, è stata pessima. Un’intera giornata di fuoco, di pim pum pam, in uno dei primi periodi buoni della stagione turistica. Comprensibilmente gli esercenti della zona hanno denunciato “un grave danno all’immagine turistica dell’area”.

Lo hanno fatto, come riportano i quotidiani, in una lettera inviata a TicinoTurismo, con copia alle autorità locali, a GastroTicino, all’Organizzazione turistica regionale, al Comune di Locarno, a Hotelleriesuisse e ad altri enti che si occupano di promozione nel settore.

Quel sabato la zona di Ponte Brolla, porta della Vallemaggia, era affollata di visitatori: clienti dei ristoranti, bagnanti, escursionisti, arrampicatori, ciclisti. ..

E “tutti sono stati presi letteralmente a fucilate”, protestano gli esercenti. Ovviamente è una metafora... La società che gestisce lo stand, l’Unione tiratori di Locarno, ha concesso l’uso della struttura alla Polizia comunale di Locarno, che quel giorno ha organizzato appunto il ‘Tiro del Pardo’. La gara è durata l’intera mattinata, dalle 9 in poi, e nel pomeriggio gli spari sono proseguiti con le attività di tiro dei soci dell’Unione, dalle 14,30 alle 16,30, con l’impiego di fucili e pistole.

Secondo gli esercenti, l’Unione tiratori ha abusato della loro tolleranza promuovendo, quel weekend, un’intera giornata di “rumore insopportabile”; dimostrando così di “non aver alcun rispetto per il lavoro fatto dagli operatori turistici che si fanno in quattro per promuovere il territorio, regalando agli ospiti momenti indimenticabili. Come si saranno sentiti gli ospiti che si trovavano in zona? Quale impressione avranno avuto dell’accoglienza loro riservata?”.

E, ancora: “Che senso ha spendere milioni di franchi in campagne pubblicitarie per promuovere un Ticino bello, accogliente, paradiso della natura, luogo di pace e, allo stesso tempo, tollerare simili atti di inciviltà?”.

Da anni gli esercenti della zona chiedono la chiusura del poligono ora si attendono un intervento del Governo – “Il contesto odierno è palesemente fuori legge” – chiedendo che l’uso dello stand sia riservato unicamente al tiro obbligatorio.

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