CRONACA
Divorzio dal Corriere, la direttrice del Giornale del Popolo, Alessandra Zumthor, spiega il perché: "La visione che ci veniva proposta dalla controparte era un quotidiano in cui non ci saremmo più riconosciuti, accompagnata da una pesante riduzione di pos
La direttrice del Giornale del Popolo: "Un importante punto di svolta nella storia del GdP, la riconquista della piena autonomia, con l’obiettivo che la storica testata continui a essere presente ancora a lungo sulla scena mediatica ticinese e nazionale"
foto: TiPress/Carlo Reguzzi
La direttrice del Giornale del Popolo, Alessandra Zumthor, firma oggi sul quotidiano un editoriale in cui spiega i motivi della scelta di ‘divorziare’ dal Corriere del Ticino (
). Il testo è ora disponibile anche sul portale web del GdP e qui lo riproponiamo.

di Alessandra Zumthor

Un importante punto di svolta nella storia del GdP, la riconquista della piena autonomia, con l’obiettivo che la storica testata continui a essere presente ancora a lungo sulla scena mediatica ticinese e nazionale. È questo il significato della scelta annunciata ieri, care lettrici e cari lettori, presa dall’editore, monsignor Lazzeri, e condivisa con tutti i collaboratori del Giornale del Popolo, redattori, tecnici, responsabili di abbonamenti e marketing.

Proprio per garantire la continuità del GdP, è stato necessario decidere di non rinnovare il contratto di collaborazione con il Corriere, con i ringraziamenti dovuti per il salvataggio di 14 anni fa ma anche con la consapevolezza che in questi anni abbiamo ampiamente ripagato l’investimento iniziale, nell’ambito di una collaborazione proficua e interessante.

Ora, allo scadere naturale del contratto, si imponeva una scelta: continuare insieme per un ulteriore periodo di tempo, oppure decidere che era giunto il momento di tornare da soli. Insieme all’editore abbiamo optato per questa seconda strada, consapevoli di assumercene la responsabilità, ma anche coscienti che la visione che ci veniva proposta dalla controparte era un quotidiano in cui non ci saremmo più riconosciuti, accompagnata da una pesante riduzione di posti di lavoro.

Non volendo adeguarci a questa prospettiva, abbiamo deciso che fosse il momento di tornare in campo autonomamente, su tutti i fronti: editoriale, pubblicitario, commerciale.

Ci proveremo, senza ingenuità ma anche con fiducia nelle nostre reali forze, chiedendo il sostegno e la vicinanza di tutti voi, care lettrici e cari lettori.  Sappiamo che si tratta di una scelta che può comportare dei rischi, ma si aprono anche prospettive che possono diventare interessanti. Soprattutto, sappiamo che è l’unico modo per far sì che il GdP rimanga il quotidiano che conoscete e apprezzate: attento dalla prima all’ultima pagina ai valori fondanti della persona umana, come ispirati dalla prospettiva cristiana, impegnato e autorevole. In una parola: il nostro GdP.

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