CRONACA
Salari minimi, la ricetta del PS dopo la sentenza su Neuchâtel: mai più stipendi sotto i 3'741 franchi al mese. Ivo Durisch: "Il Governo corregga le attuali distorsioni"
Il PS: "La decisione dei giudici di Losanna non lascia spazio a nessuna interpretazione e fa giurisprudenza anche per il nostro Cantone. Il Tribunale federale è infatti stato chiarissimo affermando che un salario minimo, che permetta di evitare il fenomeno dei “working poor”, non mette assolutamente in discussione la libertà economica"
foto: TiPress/Gabriele Putzu
POLITICA E POTERE

Alberto Siccardi: "L'introduzione di un salario minimo affosserà una fetta del settore industriale in Ticino: le aziende saranno costretta a delocalizzare o chiudere"

13 AGOSTO 2017
POLITICA E POTERE

Alberto Siccardi: "L'introduzione di un salario minimo affosserà una fetta del settore industriale in Ticino: le aziende saranno costretta a delocalizzare o chiudere"

13 AGOSTO 2017
BELLINZONA –Il deputato Ivo Durisch ha presentato oggi a nome del Gruppo socialista in Gran Consiglio una mozione su salari minimi, contratti normali di lavoro e contratti collettivi di obbligatorietà generale.

“Negli scorsi giorni – si legge nel testo - il Tribunale federale di Losanna ha respinto il ricorso inoltrato dal padronato e dalle associazioni economiche contro l’introduzione di un salario minimo di 20 franchi l’ora nel Canton Neuchâtel. Le motivazioni dei ricorrenti vertevano verso la violazione della libertà economica.

La decisione dei giudici di Losanna non lascia spazio a nessuna interpretazione e fa giurisprudenza anche per il nostro Cantone. Il Tribunale federale è infatti stato chiarissimo affermando che un salario minimo, che permetta di evitare il fenomeno dei “working poor”, non mette assolutamente in discussione la libertà economica.

Il Tribunale federale ha affermato che un salario minimo dignitoso, per evitare di ricorrere all’assistenza sociale, deve essere di almeno 41'759 franchi annui o 3’480 franchi mensili, per una settimana lavorativa di 41 ore. Questo corrisponde a una retribuzione oraria di 20 franchi all’ora. La stessa sentenza precisa però anche che una persona lavorando ha delle spese aggiuntive, che non avrebbe stando a casa. La cifra di 20 franchi all’ora va quindi corretta verso l’alto fino ad un importo tra i 21 e i 22 franchi all’ora.

Ad oggi in Ticino tutti i Contratti normali di lavoro  (CNL) emanati dal cantone prevedono una retribuzione oraria inferiore ai 20 franchi all’ora”.

Il gruppo socialista chiede dunque al Consiglio di Stato “di correggere direttamente questa distorsione o, tramite i suoi rappresentanti, di fare pressioni all’interno della Commissione tripartita affinché tutti i CNL siano immediatamente aggiornati in modo da prevedere uno stipendio minimo di 21.50 franchi all’ora, pari a 3’741 franchi al mese”.

Chiede inoltre di aggiornare la scala stipendi del Cantone in modo da non prevedere nessun salario di entrata inferiore ai 44'891 franchi annui. Infine visto che attualmente nel nostro Cantone abbiamo troppi CNL, un chiaro segnale di un mercato che non è in grado di tutelare i lavoratori, chiediamo al Consiglio di Stato di fare pressioni all’interno della Commissione tripartita affinché si promuovano in maniera decisa i Contratti collettivi di lavoro (CCL) di obbligatorietà generale e non si spinga più sui CNL, se non in caso di situazioni estremamente problematiche”.

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