La storia di Tamara e del suo 'cane guida' Xambo, rifiutato da un taxista alla stazione, Michele Bertini: “Sono cose che non devono succedere, e mi urta che sia successo a Lugano. Qui si esce dalla sfera dei regolamenti e si entra nella sfera del cuore e
Michele Bertini: "I taxi non sono un vero e proprio servizio pubblico, è vero, ma anche per loro devono valere le regole basilari di accoglienza che chiunque eserciti una professione a contatto col pubblico dovrebbe rispettare”
LUGANO – “Sono cose che non devono succedere, né a Lugano né in altre città svizzere. Anzi, non dovrebbero succedere più, oggi, in nessun posto del mondo”. Così il vicesindaco di Lugano e responsabile del Dicastero Polizia, Michele Bertini, sul caso che liberatv.ch ha raccontato oggi: il caso di Tamara Zoller, ipovedente, e del suo 'cane guida' Xambo, che alla stazione di Lugano non ha potuto salire sul taxi "perché sporca"
“Mi impegno a verificare se – visto che è intervenuta la polizia per cercare di dirimere la questione - si riesce a risalire al taxista che ha negato l’accesso al cane. Non sto dicendo che i taxisti, in particolare quelli indipendenti, che non hanno una licenza da parte della Città, debbano accettare per forza i cani sulle loro auto. Ma qui stiamo parlando di una persona che ha una disabilità, che è accompagnata da un cane guida. In questo caso si esce dunque dalla sfera dei regolamenti e si entra nella sfera del cuore e del rispetto. È una cosa inaccettabile e mi urta molto che sia successa a Lugano”.
I taxi non sono un vero e proprio servizio pubblico, è vero, conclude il vicesindaco, “ma anche per loro devono valere le regole basilari di accoglienza che chiunque eserciti una professione a contatto col pubblico dovrebbe rispettare”.
emmebi
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