CRONACA
La jihad in casa. È uno dei fratelli del terrorista di Marsiglia il tunisino arrestato al centro richiedenti asilo di Chiasso. Norman Gobbi: "Caso inquietante"
Il Corriere della Sera lo definisce un personaggio chiave e radicalizzato. Gli accertamenti in corso diranno quanto ampia sia la «rete» che i tre fratelli (l'attentatore più i due finiti in carcere) erano riusciti a tessere nell’ambiente fondamentalista. E soprattutto se stessero pianificando nuove azioni
Ahmed Hannachi dopo essere stato ucciso dalla polizia francese
CHIASSO - È uno dei fratelli del terrorista di Marsiglia, secondo indiscrezioni raccolte Liberatv, il tunisino arrestato al centro richiedenti asilo di Chiasso insieme alla moglie. Entrambi sulla trentina, al momento del fermo non hanno opposto alcuna resistenza.

 

Si chiama Anour Hannachi e, stando alla ricostruzione della Regione, in Ticino era arrivato da poco insieme allo consorte. Probabilmente sabato. Mentre domenica notte è scattato il blitz da parte della polizia per arrestarli. Fermo che è trapelato durante la giornata di ieri.

 

Il Corriere della Sera lo definisce un personaggio chiave e radicalizzato, all’interno della rete di sostegno dell’attacco di Marsiglia. Il primo ottobre, ricordiamo, Ahmed Hannachi è stato ucciso dopo aver accoltellato a morte due cugine di 20 e 21 anni. Ma la mente dell’attentato non era lui, bensì l’altro fratello Anis, arrestato a Ferrara e con alle spalle un addestramento jhiadista in Siria e in Iraq.

 

Gli accertamenti in corso - grazie al lavoro delle intelligence e del materiale sequestrato - diranno quanto ampia sia la «rete» che i fratelli erano riusciti a tessere nell’ambiente fondamentalista. E soprattutto se stessero pianificando nuove azioni.

 

Intanto, il ministro Norman Gobbi, tramite Facebook ha parlato di “un caso inquietante” ma il fatto che si arrivi a questi arresti “dimostra l'ottimo lavoro di squadra tra Cantone, Confederazione e partner esteri nel controllo della migrazione e per la nostra sicurezza”.

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