CRONACA
Brissago, si è spento Ilario Fidanza. Il lavoro all'Ufficio stranieri, la passione per le immersioni, per la musica, per la ricerca storica... Un uomo che amava profondamente il suo lago: “Per me è tutto. Tutto da vedere e da scoprire, da percorrere in su
E adesso non c’è più nemmeno lui… Ilario Fidanza si è spento oggi sul mezzogiorno alla Clinica Hildebrand di Brissago, dov’era ricoverato da alcuni giorni al termine di una malattia che l’ha colpito qualche mese fa e, settimana dopo settimana, se l’è portato via, nonostante ripetuti segnali di ripresa. Aveva 74 anni
di Marco Bazzi

E adesso non c’è più nemmeno lui… Ilario Fidanza si è spento oggi sul mezzogiorno alla Clinica Hildebrand di Brissago, dov’era ricoverato da alcuni giorni al termine di una malattia che l’ha colpito qualche mese fa e, settimana dopo settimana, se l’è portato via, nonostante ripetuti segnali di ripresa.

Aveva 74 anni ed era un uomo eclettico e appassionato. Un uomo che ha segnato la vita civile e sociale del Locarnese e del suo paese di origine, Brissago.

Dal 1965 all’81 fu gerente dell’Ufficio stranieri di Ascona, e dall’82 fino al 2003 - quando andò in pensione - responsabile dello stesso servizio a Locarno. Un’attività che lo ha portato a conoscere molte personalità che allora frequentavano la regione: dall’attrice americana Paulette Goddard, una delle mogli di Charlie Chaplin, allo scrittore tedesco Erich Maria Remarque… Ma anche l’imprenditore italiano Renato Bialetti, celebre in tutto il mondo per le sue caffettiere.

Per diverse legislature è stato consigliere comunale a Brissago, poi, fino al 2013, giudice di pace del Circolo delle Isole.

La sua grande passione è stata l’attività subacquea: fu tra i fondatori della Società Sub Brissago e per 30 anni coordinò i corsi scolastici di nuoto. È stato campione svizzero di nuoto pinnato, allenatore della Nazionale di sport subacquei, e responsabile della sicurezza per la Federazione internazionale di tuffi dalle grandi altezze, carica che lo ha portato dalle Hawaii alla Grecia, passando per Brontallo.

Raccontava di aver navigato il suo lago soprattutto sott’acqua: nel ’64 ci fu un grave incidente sulla litoranea Ascona-Brissago, e due persone persero la vita finendo nel lago con la loro auto: “Quel tragico fatto – ha ricordato qualche anno fa in un’intervista rilasciata alla Rivista di Locarno – ci indusse a creare una società di salvataggio anche a Brissago, il cui primo presidente fu il farmacista Peppo Ghiringhelli”.

Nel maggio del 2013 Ilario effettuò l’immersione numero 1'883. Dalla sua passione, condivisa con alcuni amici, nacquero manifestazioni che sono diventate appuntamenti tradizionali: la traversata del lago il 1° agosto e la ‘Nodada de la Befana’ il 6 gennaio.

Per anni ha scandagliato l’archivio parrocchiale di Brissago, alla ricerca di notizie e di storie, come quella della sanguinosa faida avvenuta sul finire del Cinquecento tra le famiglie Rinaldi e Baciocchi, e che ha riassunto in un breve testo dal titolo “Bissago 1595: cronaca nera”.

Tra le passioni di Ilario c’era anche la musica, segnata da una lunghissima militanza nella Filarmonica di Brissago.

Però, il suo grande amore era il lago, del quale diceva: “Per me è tutto. Tutto da vedere e da scoprire, da percorrere in superficie e in profondità…”.

A me, che ogni tanto vado a pesca, raccontava dei pesci che vedeva nei fondali durante le immersioni: grandi lucci, sciami di persici, le ultime anguille, e com’era cambiata negli anni la fauna ittica… O delle aragoste che aveva pescato in un’isola esotica che non ricordo, e di come le aveva cucinate sulla spiaggia il suo amico chef Angelo Conti Rossini… “Le migliori aragoste che ho mai mangiato…”. Gli piaceva raccontare le storie, della sua vita e del suo paese…

Poi è arrivata la malattia, improvvisa e quasi inspiegabile per un tipo come lui, forte, sportivo, pieno di vita…

Ricordo l’ultimo bicchiere di vino - era un Dolcetto d’Alba - che abbiamo bevuto insieme quest’estate, quando sembrava poterne uscire, sulla sua terrazza, sul far della sera, guardando il lago…

Ciao Ilario… Che quest’ultima immersione ti sia lieve e ti porti nelle tue amate profondità…

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