CRONACA
John Noseda manda due poliziotti della cantonale a processo: sono accusati di aver picchiato un cittadino rumeno nel garage della centrale di Camorino. Gli agenti respingono le accuse e negano ogni addebito
Il fatto è emerso soltanto oggi ma risale al 2015. Uno dei due poliziotti che dovrà presentarsi alla sbarra è già stato condannato nel 2015 per aver trasportato tre richiedenti l’asilo a Ponte Brolla dopo averli fermati alla “Notte Bianca di Locarno”
© Ti-Press / Pablo Gianinazzi
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LUGANO - Lesioni semplici e abuso di autorità. Sono queste le accuse dalle quali dovranno difendersi due agenti della polizia cantonale, rinviati a giudizio dal procuratore generale John Noseda.

 

La notizia, rivelata dalla RSI, è emersa soltanto oggi, ma i fatti risalgono al 23 gennaio 2015. Sarebbero avvenuti a Camorino, nel garage della centrale, al rientro da un intervento che aveva portato al fermo di un gruppetto di ladri.Tra questi la presunta vittima, che i due poliziotti avrebbero trascinato, spintonato e ripetutamente picchiato.

 

L’atto d’accusa stilato da Noseda, riferisce sempre la RSI, parla di una serie di pugni, a cui sarebbero seguiti alcuni calci sul retro del ginocchio. Il cittadino rumeno (rappresentato da Koko Ramella) avrebbe poi ricevuto almeno una ginocchiata nelle parti intime, prima di essere sbattuto contro la parete e vedersi stringere una mano al collo. Il tutto mentre era nudo e ammanettato.

 

I poliziotti, difesi da Andrea Bersani e Brenno Canevascini, respingono però le accuse negando ogni addebito. E anche le testimonianze dei colleghi, così come delle altre persone arrestate quel giorno, confermerebbero questa tesi.

 

Un altro particolare interessante svelato dalla RSI riguarda uno dei due agenti. Il poliziotto fu infatti protagonista di un episodio rimasto nella cronaca giudiziaria. Il tutore dell’ordine, infatti, nel 2015 fu condannato per aver trasportato tre richiedenti l’asilo a Ponte Brolla dopo averli fermati alla “Notte Bianca di Locarno” a causa di una rissa. E li “mollò” nel paese della Vallemaggia a “sbollire la rabbia”.

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