CRONACA
Taxista ticinese insultato a Linate, la polemica transfrontaliera è servita... "Si comportassero con la serietà che usano a casa loro e non avremmo episodi come questo”. "Sarà, ma non si può reagire in quel modo". "Due colleghi con le palle". Ma resta una
Il caso del taxista di Lugano insultato come un cane da alcuni colleghi italiani all’aeroporto di Linate, che vi abbiamo raccontato nei giorni scorsi, pubblicando anche il video, ha scatenato polemiche e reazioni oltre confine
MILANO – Il caso del taxista di Lugano insultato come un cane da alcuni colleghi italiani all’aeroporto di Linate, che vi abbiamo raccontato nei giorni scorsi, pubblicando anche il video, ha scatenato polemiche e reazioni oltre confine.
. Poi le polemiche si sono attizzate sui social. Qui sotto riportiamo alcuni post di taxisti e autonoleggiatori. Ribadiamo però che, fatte salve le ragioni di tutti, l’episodio accaduto a Linate rimane inqualificabile.
, e se al posto del taxista ticinese ce ne fosse stato uno milanese.

Ecco alcuni post legati al caso sollevato da liberatv.

“Chi di dovere è in gran forze dentro l'aeroporto. È solo che queste quisquilie non vengono considerate meritevoli d'attenzione al contrario di quanto capita a noi in Svizzera. Io vado ancora più a monte. I tassisti svizzeri così veloci nel chiamare la polizia non appena vedono un minaccioso NCC (ndr: noleggio con conducente) girare nel loro territorio, dovrebbero essere irreprensibili quando sono in Italia. Non hanno accesso alle preferenziali, ai carichi taxi, agli stalli NCC. Non possono mettere la targhetta NCC sui loro veicoli. Si comportassero con la stessa serietà che usano a casa loro e non avremmo episodi come questo”.

“Comunque sia anche se lo svizzero non poteva caricare a Linate, non è assolutamente la competenza di quei tassinari prepotenti. Non si può reagire in quella maniera. Dovevano chiamare chi di dovere e basta”.

“Occhio per occhio dente per dente”.

“Monaco è lo stesso... cordiali ed ospitali come i cinghiali (esperienza personale)”

"Tutelati da nessuno. Solidarietà ai colleghi costretti a fare gli sceriffi".

"Sono contrario alla violenza verbale e ovviamente fisica, ma il collega italiano ha perfettamente ragione: la polizia di Briga mi ha fatto ritornare in Italia senza cliente".

"Non capite quello che sta succedendo. Uber che broccolano in strada e via dicendo. È il far west, poi però se provi a fare qualcosa rischi la denuncia. Perché c'erano due colleghi con le palle altrimenti gli altri stavano zitti".

emmebi

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