CRONACA
Caso permessi, il 're dei ponteggi' rinviato a giudizio alle Criminali. L'impresario kosovaro è accusato di malversazioni per oltre 15 milioni, frode fiscale, mancato versamento di contributi AVS e di una lunga serie di reati
Il sostituto procuratore generale Antonio Perugini ha firmato l’atto d’accusa contro il titolare delle ditte di ponteggi di Camorino arrestato in febbraio nell’ambito dell’inchiesta sui permessi falsi
foto: TiPress/Samuel Golay
BELLINZONA - Il sostituto procuratore generale Antonio Perugini ha firmato l’atto d’accusa contro il titolare delle ditte di ponteggi di Camorino
, ha reso noto questa sera la RSI, è stato infatti rinviato a giudizio alle Assise Criminali e dovrà rispondere di vari reati.

L’atto d’accusa ipotizza malversazioni per 15,6 milioni di franchi, una somma che l’impresario avrebbe sottratto, tra il 2011 e il 2017, alle sue società. Dalle casse della M+M Ponteggi, poi fallita, sarebbero usciti quasi 13 milioni. Di qui il reato di amministrazione infedele aggravata, accanto al quale figura quello di riciclaggio, oltre alla falsità in documenti e imputazioni di natura fallimentare.

Un secondo filone riguarda il mancato pagamento di imposte e oneri sociali: la frode fiscale ipotizzata è di oltre un milione, l’appropriazione indebita di imposte alla fonte di 96'000 franchi, mentre il mancato versamento di contributi AVS ammonta a circa 900'000.

L’uomo è inoltre accusato di minaccia: nel 2016, a Spreitenbach, avrebbe puntato una pistola alla tempia a una persona, obbligandola a entrare nel magazzino della ditta.

C’è infine il capitolo dei permessi, che include la tratta di esseri umani, la falsità in certificati e l’incitazione all’entrata e al soggiorno illegali. Il “re dei ponteggi” avrebbe sfruttato tra i 10 e i 20 operai stranieri, sapendo che i loro passaporti erano falsi. Contro il 42enne, che nega ogni addebito, Perugini intende chiedere una pena superiore ai cinque anni. La Corte, sarà presieduta dal giudice Amos Pagnamenta.

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