CRONACA
Arbitri in Ticino: abbiamo un problema. Tra crisi di vocazione, scarsa attitudine al ruolo e critiche da parte delle società. Il responsabile Silvio Papa lancia l'SOS: "Ce ne mancano una cinquantina. E non possiamo trasformare gli asini in puledri"
Il responsabile dei direttori di gara ticinese denuncia e dettaglia la crisi del settore: "All’ultimo corso per arbitri se ne sono iscritti 19. Quelli che hanno concluso positivamente il programma non erano più di 7….Spesso ci troviamo a dovere accettare situazioni improponibili con la necessità di richiedere agli arbitri di dirigere 2 o 3 partite in un fine settimana"
LUGANO - Arbitri in Ticino: abbiamo un problema. A lanciare l’SOS è il responsabile dei direttori di gara Silvio Papa che, in un’intervista al Corriere del Ticino, denuncia e dettaglia la crisi del settore arbitrale ticinese.

 

Una crisi sia quantitativa che qualitativa. Un po’ mancano le vocazioni, insomma, e un po’ i fondamentali tra gli aspiranti arbitri.

 

“Ci mancano una cinquantina di direttori di gara – spiega Papa al CdT – . Se continuiamo di questo passo, rischiamo di andare incontro ad una situazione insostenibile. Disponiamo di 12 istruttori / ispettori non arbitri, gli arbitri in congedo o sospesi sono 36, 6 sono quelli di Lega superiore non disponibili, 24 quelli impiegati nei campionati di Lega amatori, 20 sono in malattia. Con un effettivo di 226, ci ritroviamo con un totale di 128 arbitri disponibili. Visto che le partite del calcio regionale, tra Attivi e Allievi sono 174, i conti sono presto fatti”.

 

Il responsabile degli arbitri punta il dito contro le società, che spesso e volentieri si lamentano della qualità delle giacchette nere. Le critiche sono quelle di sempre e facilmente riassumibili: poca personalità, scarsa condizione fisica, eccessivo protagonismo. Ma, spiega Papa “all’ultimo corso per arbitri se ne sono iscritti 19. Quelli che hanno concluso positivamente il programma non erano più di 7….Nella stagione 2017-2018 si sono registrati 7 arrivi e 12 dimissioni. Anche questo è un dato negativo. Spesso ci troviamo a dovere accettare situazioni improponibili con la necessità di richiedere agli arbitri di dirigere 2 o 3 partite in un fine settimana”.

 

“Per riassumere la situazione - conclude Papa nella sua intervista al Corriere - vorrei dire soltanto a chi ci denigra che se ci vengono mandati degli asini, malgrado la nostra buona volontà, non possiamo farli diventare puledri. Direttori non si nasce, ma si diventa salendo scalino dopo scalino. Dall’arbitro si pretende di vederlo subito direttore. Questo è impossibile”.

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