Certamente qualsiasi radio/telespettatore ha le proprie idee sui programmi, sulla qualità dell’informazione, sui costi. Anche da un punto di vista sindacale la stessa RSI non è esente da difetti, a partire dai numerosi posti a tempo parziale e/o determinato che sfiorano il precariato. Certamente la gestione aziendale può essere ulteriormente migliorata. Questi temi finora sono però stati poco presenti nel dibattito. Si leggono soprattutto critiche al costo del canone e le solite accuse alla “casta”, parola che ormai a me pare essere diventato un luogo comune svuotato di ogni significato. Alla RSI lavorano oltre 1100 persone: dagli operai, al giardiniere, alle truccatrici, ai cameraman, ai giornalisti, presentatori, tecnici, segretarie, centraliniste; certo ci sono anche i quadri dirigenti, alcuni con stipendi importanti. Ma la gran parte dei dipendenti RSI fa lavori normali con paghe niente più che dignitose, di sicuro non appartengono ad una casta e di sicuro uno stipendio dignitoso non va attaccato ma difeso.