CRONACA
Essere Tom Wolfe: "Il politicamente corretto strumento di controllo sociale. La sinistra americana adora l'arte contemporanea e le cause esotiche ma si dimentica degli operai (per questo ha vinto Trump). E ai giovani giornalisti dico: uscite, non c'è alte
Dal politicamente corretto alla crisi della sinistra. Dal caso Weinstein ai consigli per i giovani giornalisti. Le riflessioni e i giudizi al vetriolo di una delle penne più corrosive e prestigiose tra gli scrittori contemporanei. "Gli scandali legati alle molestie sulle donne? Se continua di questo passo, questa storia può diventare la più grossa farsa del Ventunesimo secolo...."
NEW YORK - A 86 anni Tom Wolfe non molla un colpo. Il dandy reazionario, una delle penne più corrosive e prestigiose tra i giornalisti e gli scrittori contemporanei, ha parlato a tutto campo in un’intervista concessa a le Figaro e tradotta in italiano da Repubblica.

 

Dal politicamente corretto alla crisi della sinistra. Dal caso Weinstein ai consigli per i giovani giornalisti. E come al solito non mancano le analisi illuminate e i giudizi al vetriolo…

 

“Il politicamente corretto - spiega Wolfe - da me soprannominato PC - che sta per "polizia cittadina" - è nato dall' idea marxista che tutto quello che separa socialmente gli esseri umani deve essere bandito per evitare il predominio di un gruppo sociale su un altro. In seguito, ironicamente, il politicamente corretto è diventato uno strumento delle "classi dominanti", l' idea di un comportamento appropriato per mascherare meglio il loro "predominio sociale" e mettersi la coscienza a posto. A poco a poco, il politicamente corretto è perfino diventato un marcatore di questo "predominio" e uno strumento di controllo sociale, un modo di distinguersi dai "bifolchi" e di censurarli, di delegittimare la loro visione del mondo in nome della morale. Ormai la gente deve fare attenzione a quello che dice. E va di male in peggio, specialmente nelle università. La forza di Trump nasce probabilmente dall' aver rotto con questa cappa di piombo. Per esempio, la gente molto ricca in genere tiene un profilo basso mentre lui se ne vanta. Suppongo che una parte degli elettori preferisca questo all' ipocrisia dei politici conformisti”.

 

Sempre sulla vittoria di Donald Trump alle ultime presidenziali, Wolfe osserva che “attraverso il libro Radical Chic descrivevo l' emergere di quella che oggi chiameremmo la "gauche caviar" o il "progressismo da limousine", vale a dire una sinistra che si è ampiamente liberata di qualsiasi empatia per la classe operaia americana. Una sinistra che adora l' arte contemporanea, si identifica in cause esotiche e nella sofferenza delle minoranze ma disprezza i rednecks (bifolchi ndr) dell' Ohio. Certi americani hanno avuto la sensazione che il partito democratico fosse così impegnato a fare qualsiasi cosa per sedurre le diverse minoranze da arrivare a trascurare una parte considerevole della popolazione. In pratica quella parte operaia della popolazione che, storicamente, ha sempre costituito il midollo del partito democratico. Durante queste elezioni l' aristocrazia democratica ha deciso di favorire una coalizione di minoranze e di escludere dalle sue preoccupazioni la classe operaia bianca. E a Donald Trump è bastato chinarsi a raccogliere tutti quegli elettori e convogliarli sulla sua candidatura”.

 

Sul caso Weinstein e sui vari scandali innescati dalla vicenda del produttore americano in tutto il mondo, Wolfe osserva come “nessuno si prende la briga di definire correttamente cosa si intende per aggressione sessuale. È una categoria estremamente sommaria che va dal tentato stupro alla semplice attrazione, e da questa confusione nascono tutti gli eccessi. (…)Se continua di questo passo, questa storia può diventare la più grossa farsa del Ventunesimo secolo. (…) Oggi qualsiasi uomo dedichi qualsiasi sorta di attenzioni a qualsiasi donna, per esempio sul posto di lavoro, diventa un "predatore". (…) Ormai gli uomini si preoccupano perché trovano attraenti certe donne. Improvvisamente ci ritroviamo in opposizione con le leggi naturali dell' attrazione che ora bisognerebbe ignorare. (…) Nessuno parla di quelle donne, tuttavia numerose, che provano un piacere concreto e considerevole a incontrare sul posto di lavoro un collega che trovano attraente. Un uomo che altrimenti non avrebbero avuto occasione di incontrare. Penso che il mondo non sia cambiato così tanto da mettersi a proclamare che oggi all' improvviso le donne non vogliono più suscitare l' attenzione degli uomini. In realtà non è cambiato niente, eccetto il fatto che le donne dispongono di un potente strumento di intimidazione che prima non avevano. Adesso possono rimettere al loro posto gli uomini le cui attenzioni sono troppo estreme o che esse giudicano troppo volgari, possono eliminare un rivale sul piano professionale o magari vendicarsi di un amante troppo mascalzone".

 

Infine una riflessione sul giornalismo: “Oggi certi giornalisti non escono mai dall' ufficio. Scrivono gli articoli navigando in internet. Ma non c' è alternativa: bisogna uscire! Quando dei giovani scrittori o giornalisti mi chiedono un consiglio, cosa che capita raramente, io rispondo sempre: “Esci!" “.

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