"Perdeva sangue dalle narici e non riusciva quasi a muoversi, è morta davanti al garage, che era diventato il suo rifugio, domenica sera", ha raccontato Cherubina Ravasi, alla RSI. E sulla sua bacheca ha scritto: “Ai sapientoni che “la stavano monitorando” da settembre va tutto il mio disprezzo: hanno lasciato soffrire la poverina per mesi senza manco prestarle un minimo di soccorso. A tutti noi che vedevamo la sua sofferenza e sollecitavamo aiuto, resta lo smacco di non essere stati ascoltati dai freddi impiegati cantonali (ndr: l’Ufficio caccia e pesca) che, seppur lavorando nella natura e per la natura, sono persone senza cuore. Amen!”.