CRONACA
No Billag, l'affondo di Battista Ghiggia contro Comano e la RSI: "È un’oasi protetta, dove nonostante le intemperie dell’economia il tempo è sempre bello, dove i soldi arrivano sempre in abbondanza"
Secondo l’ex candidato al Senato, in caso di approvazione, “non ci sarà nessuna catastrofe perché”, spiega, “il tutto è perfettamente pianificabile e non ci sarà nessuno che spegne la luce di colpo. Il catastrofismo dei contrari su questo punto è fuorviante”
foto: TiPress/Davide Agosta
LUGANO - Il Corriere del Ticino pubblica oggi un’intervista a Battista Ghiggia, uno dei pochi leghisti che si sono dichiarati apertamente a favore dell’iniziativa ‘No Billag’,

Secondo l’ex candidato al Senato, in caso di approvazione, “non ci sarà nessuna catastrofe perché”, spiega, “il tutto è perfettamente pianificabile e non ci sarà nessuno che spegne la luce di colpo. Il catastrofismo dei contrari su questo punto è fuorviante”.

Ghiggia comprende le preoccupazioni dei collaboratori della RSI, ma critica “il corporativismo e la concezione monopolistica immutabile che la SSR ha di se stessa”.

“Tutti i settori economici a seguito della globalizzazione – che tanto piace alla SSR visto che la sostiene da sempre a spada tratta – della libera circolazione e delle evoluzioni tecnologiche hanno subito dei ridimensionamenti più o meno importanti. Comano rimane un’oasi protetta, dove nonostante le intemperie dell’economia il tempo è sempre bello e dove i soldi del canone arrivano sempre in abbondanza. Ciò ha permesso alla struttura di svilupparsi a dismisura e oltre le necessità, i dipendenti non pagano il canone, mentre dal 2019 in avanti dovranno pagarlo non solo le economie domestiche ma pure le imprese con una cifra d’affari superiore ai 500.000 franchi, anche se sul lavoro non mi risulta che si guardi la tv”.

Secondo Ghiggia, “è la RSI che deve elaborare, come lo fa ogni azienda, i piani alternativi di fronte ai cambiamenti importanti, non solo legati al canone ma anche all’evoluzione della tecnologia e alle abitudini dei clienti. Il continuare a ripetere il mantra che non esiste un piano B, quando invece dovrebbe esistere non solo il piano B, ma anche il C e il D, non è né convincente, né serio. Se così fosse, sarebbe un errore imperdonabile e in questo caso, chi è causa del suo mal…”.

Alla fine Ghiggia ritiene che l’iniziativa verrà respinta sia in Ticino che in Svizzera, ma “ha e avrà avuto il grande pregio di far dibattere la problematica e di accelerare i cambiamenti che si impongono in ambito SSR”.

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