CRONACA
Il Sindacato studenti denuncia abusi alla caserma di Coira: "Punizione collettiva per un alterco durante la libera uscita, minacce alle reclute per mettere tutto a tacere. E un soldato costretto a correre seminudo davanti a tutti una notte della scorsa se
Il SISA: "Casi simili sono intollerabili e necessitano l’intervento deciso delle autorità preposte, affinché sia aperta un’inchiesta verso i sergenti in questione"
foto: TiPress/Samuel Golay
COIRA – “Nell’ambito del servizio di consulenza ai coscritti offerto dal nostro sindacato siamo venuti a conoscenza di una situazione di abuso di potere all’interno della caserma di Coira ai danni delle reclute alla seconda settimana di addestramento”. La denuncia arriva dal SISA, il Sindacato indipendente studenti e apprendisti, che afferma di aver “ritenuto doveroso fornire i dettagli a noi noti alle autorità militari affinché intervengano contro i graduati coinvolti”.

“Concretamente – si legge nella nota stampa - oltre ai metodi pseudo-educativi del genere “domani vi faccio morire” con annessa punizione collettiva per un banale alterco individuale durante una libera uscita e minacce alle reclute al fine di mettere tutto a tacere e non reclamare presso gli ufficiali per gli atteggiamenti sconvenienti dei sergenti, ci risulta che una recluta sia stata costretta a correre seminuda in caserma davanti a tutti durante la notte fra mercoledì e giovedì della scorsa settimana. Una tale umiliante “sanzione” non è prevista da alcun regolamento militare ed è dunque illegale!

Non è la prima volta che fatti del genere, caratterizzabili come nonnismo, avvengono durante le scuole reclute. In passato sono stati denunciati casi anche più gravi con feriti, a dimostrazione che il servizio offerto dal SISA è necessario e che l’esercito non sta prestando sufficiente attenzione a questi problemi. Casi simili sono intollerabili e necessitano l’intervento deciso delle autorità preposte, affinché sia aperta un’inchiesta verso i sergenti in questione, evidentemente inadatti al comando, affinché non possano più commettere abusi ai danni dei coscritti e si rompa finalmente il muro di omertà a tutto vantaggio della credibilità delle stesse forze armate e della certezza del diritto”.

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