CRONACA
Una pioggia di milioni dopo il fallimento Darwin: ne sono stati offerti oltre 16 per i sei aerei della compagnia. Lorenzo Jelmini: "Un'ottima notizia per creditori ed ex dipendenti. Ma quel crack deve ancora essere chiarito"
16 milioni e mezzo di dollari per l'acquisto dei sei aerei inventariati nel fallimento della Darwin Airline. È l’offerta giunta all'amministrazione del fallimento a quasi cinque mesi dal crack della compagnia ticinese. Il commento del sindacalista Jelmini
foto: TiPress/Francesca Agosta
LUGANO - 16 milioni e mezzo di dollari per l'acquisto dei sei aerei inventariati nel fallimento della Darwin Airline. È l’offerta giunta all'amministrazione del fallimento a quasi cinque mesi dal crack della compagnia ticinese.

L'offerta è stata pubblicata oggi sul Foglio ufficiale svizzero di commercio. Ora l'amministrazione del fallimento darà la possibilità ai creditori e a eventuali altri soggetti interessati di formulare entro il 4 maggio offerte superiori, con le debite garanzie bancarie.

Tra gli eventuali offerenti verrà indetta il 9 maggio una licitazione private, ma se entro il termine fissato non perverranno nuove offerte gli aerei saranno aggiudicati per l'importo di 16 milioni e mezzo di dollari.

Abbiamo chiesto un commento sulla notizia al sindacalista dell’OCST Lorenzo Jelmini che fin dale prime battute ha seguito la vicenda del fallimento della compagnia. Ecco le sue riflessioni:

“La vendita degli aerei e soprattutto l'incasso di oltre 16 milioni da parte dell'Ufficio fallimenti di Lugano è un importante passo avanti. Con questa operazione, che ha comportato tempi lunghi a motivo degli oggetti della trattativa, non certo facili da "piazzare", potranno essere sbloccate risorse finanziarie per risarcire i numerosi creditori, in primis gli ex dipendenti della Darwin. Questi ultimi, sebbene abbiano potuto beneficiare dell'indennità insolvenze e dunque ricevere gli stipendi, potranno finalmente veder coperte anche tutte le altre spettanze salariali. Con questa vendita si dovrebbe porre fine alle questioni formali del fallimento, anche se ritengo vi siano diversi aspetti che devono ancora essere chiariti sulla vicenda. Non da ultimo l'atteggiamento del fondo di investimento 4K che in pochi mesi ha portato la compagnia Ticinese al fallimento. Attendiamo Dunque fiduciosi anche l'esito delle verifiche aperte dal Ministero pubblico!”

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