CRONACA
La nuova vita di Crotta, un anno dopo lo tsunami che travolse la sua ditta, con un progetto didattico, vecchi arnesi e macchinari e... Bianca e Benny
Patti Chiari svelò condizioni igieniche precarie presso la sua ditta di Muzzano, poi seguirono i problemi di maltrattamenti ai dipendenti e gli abusi edilizi. Ora riparte da Manno, con una fattoria aperta, dove chiunque potrà coltivare le piante e portare a casa i frutti del proprio lavoro
MANNO – Un anno fa, un servizio di Patti Chiari, la trasmissione della RSI condotta da Lorenzo Mammone, scatenò un putiferio sull’azienda ortofrutticola di Enzo Crotta. Vennero mostrate immagini che lasciavano intendere scarse condizioni igieniche, e da lì fu uno tsunami, cominciarono a uscire notizie riguardo maltrattamenti ai dipendenti, abusi edilizi, imbrogli sulle malattie: un vero cataclisma, durante il quale i principali clienti, Manor, Coop e Migros decisero di rinunciare alle forniture della Crotta. E poi arrivarono una quarantina di lettere di disdetta verso i dipendenti.

L’azienda è salva, ceduta a un ticinese, come specifica lo stesso Crotta al Corriere del Ticino di ieri: “non hanno contato i soldi”.

Ma ora Enzo Crotta è ripartito presso l’agriturismo il Cairello di Manno con un nuovo progetto, quello che dice essere un sogno che coltiva da anni: una fattoria aperta, dove chiunque può recarsi, coltivare ortaggi e portare a casa il raccolto, in particolare bambini e anziani.

“Spiegheremo come coltivare le piante e come raccogliere i loro frutti. Ma non solo. Abbiamo anche esposto dei vecchi arnesi e macchinari (alcuni hanno sessant’anni) che presenteremo ai bambini facendo loro capire come funzionano. E in più si potrà fare un giro e vedere tutti gli animali che abbiamo (mucche, galline, cavalli e chi più ne ha più ne metta, ndr); soprattutto i due capretti, Bianca e Benny, che abbiamo appena salvato. È un piccolo zoo”, ha raccontato.

Fino a quando durerà il progetto, definito didattico? Finchè ne avrà voglia. “Vorrei che vi concentriate su quello che vorrei fare di buono al Cairello”, ha aggiunto, un anno dopo lo tsunami. "Metterò anche a disposizione uno spazio con una stufetta, dove chiunque potrà scaldarsi il cibo, lasciando pochi soldi".

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