CRONACA
Ma che ci faceva un paracadutista sul Luzzone? Ecco cosa ci faceva! Arrivano da mezzo mondo per lanciarsi da lassù. Illegalmente, ovvio...
Si tratta di lanci lampo che non vengono pubblicizzati, ma rigorosamente filmati e diramati sui social per bullarsi. GUARDA I VIDEO

BLENIO – La domanda che sorgeva spontanea leggendo il comunicato di polizia sull’incidente accaduto ieri sera a Ghirone, in alta valle di Blenio (LEGGI QUI), è ovvia quanto semplice: ma che ci faceva un paracadutista sulla diga del Luzzone? Ci faceva quel che fanno in pochi, ma comunque in troppi: si lanciava dalla cima della diga, alta 200 metri, con un paracadute speciale in groppa.

 

Gli è andata male, anzi malissimo: durante il volo l’uomo, un 47enne della provincia di Varese, ha sbattuto contro la parete di cemento ed è precipitato per una trentina di metri. Non è in pericolo di morte, ma la polizia parla di gravi ferite. La Rega l’ha portato d’urgenza in ospedale.

 

Di questo sport estremo, severamente vietato, si parla poco proprio perché lo praticano in pochi. Si tratta di lanci lampo che non vengono pubblicizzati, ma rigorosamente filmati e diramati sui social per bullarsi. Ai più sembrerà l’ultimo ritrovato nel vasto e stupefacente mondo del brivido, ma di lanci del genere dalla diga si ha notizia già da parecchi anni. Questi pazzi col paracadute arrivano in valle di Blenio da ogni dove: Italia, Inghilterra, Venezuela, perfino dall’Australia. L’anno scorso un gruppo di una dozzina di ‘parà’ è trascorso diversi giorni in valle per praticare questa attività.

 

Attività illegale, dicevamo. Infatti, Samuele Spiro, responsabile della sicurezza per le Officine idroelettriche di Blenio ha dichiarato a LaRegione: "Sulla diga l'unica attività da noi autorizzata è l'arrampicata sportiva".

 

Ma che ci vogliamo fare? Mica si può mettere un guardiano fisso 12 ore al giorno sul Luzzone. Non resta che lasciare che questi pazzi sfoghino la loro adrenalina repressa, sperando che, se si fanno male, qualcuno paghi il conto di chi li va a recuperare. E con i conti, si sa, la Rega non scherza.

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