CRONACA
Le donne si sentono poco rappresentate nei dibattiti e invitano a "non parteciparvi se non c'è una equa rappresentanza femminile"
Si celebrano i 50 anni dalla concessione del voto alle donne ma il Coordamento delle Donne di Sinistra insiste: "Siamo poco presenti a eventi e dibattiti, da quando c'è la pandemia è ancora peggio"

BELLINZONA - In questi giorni si commemora il cinquantesimo della concessione del voto alle donne, ma secondo esse non sono ancora rappresentate a dovere dove conta. Mancano le donne nei dibattiti pubblici e televisivi e secondo il Coordinamento donne della Sinistra, la situazione nell'ultimo anno di pandemia è peggiorata.

Tanto da lanciare, "in occasione del 50esimo anniversario del diritto di voto delle donne, invita uomini e donne a intraprendere un’azione di protesta, rinunciando a partecipare a dibattiti, conferenze e interviste se nel panel non vi è un’adeguata rappresentanza di genere e nel caso in cui ciò non fosse possibile, di denunciare pubblicamente la non rappresentatività del panel in apertura dello stesso. Le donne non possono più tacere: è ora di ribadirlo a gran voce e con gesti concreti!".

Il termine panel fa parte del manifesto  “No Women No Panel, senza donne non se ne parla”, rilanciato da Rai Radio 1 per volontà della sua Direttrice Simona Sala: “Un panel con rappresentanti solo maschili è la fotografia di un piccolo mondo antico, di un dibattito monco, inutile, dannoso", afferma.

E il Coordiamento fa un esempio paradossale ma che rende l'idea: "Provate a immaginare le reazioni degli uomini se a una conferenza sulle disfunzioni erettili maschili partecipassero come relatori solo cani, gatti e un merlo (giusto per la rappresentanza)".

"Nonostante i grandi passi compiuti in questi anni dalle donne in tutti i settori, la visibilità femminile negli eventi e nei dibattiti pubblici è ancora molto scarsa, continuando a veicolare un’immagine poco rappresentativa della realtà e disattendendo il diritto alla parità sancito nella Costituzione nel 1981, che si applica anche nel far sentire la voce di donne e uomini in egual misura", prosegue la nota. "L’avvento della pandemia ha aggravato la situazione: di colpo le donne sono sparite dai media, lasciando quel poco spazio che avevano a politici, giornalisti, strateghi ed esperti tutti rigorosamente uomini. Intanto, nei nosocomi e nei negozi, infermiere, mediche e cassiere garantivano la sopravvivenza; nelle proprie case, tra telelavoro e famiglia, madri, nonne e figlie assicuravano la continuità delle cure e delle relazioni umane; e nei laboratori di tutto il mondo, laboratoriste e scienziate contribuivano alla ricerca di soluzioni per
contrastare il nefasto virus. Già a partire da aprile 2020 sono stati lanciati numerosi appelli affinché le donne fossero riprese subito in considerazione nei media e nei vari consessi consultivi e decisionali".

Ma non sono stati ascoltati e allora arriva l'invito al boicottaggio.

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