CRONACA
L'economista del BAK: "Ticino, i salari sono bassi a causa degli stretti contatti col Milanese ma non solo"
Martin Eichler teme che il Covid acuisca le differenze salariali, in particolar modo chi ha già uno stipendio basso. "Questo concernerà in particolare i settori più toccati dalla crisi (il turismo, l’ospitalità, i trasporti, il commercio, gli eventi)
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BERNA - La Lega aveva chiesto più soldi a Berna, tramite la perequazione finanziaria, dopo la pubblicazione dei risultati dello studio dell'istituto BAK e della banca Cler, dove era risultato che il nostro Cantone è nelle retrovie come redditi a causa anche dei numerosi frontalieri. Ma Martin Eichler, capo economista del BAK di Basilea, intervistato oggi dal Mattino, rende attenti: non è solo il frontalierato in sé, bensì il suo genere.

"I cantoni vicino ai confini devono da sempre affrontare delle sfide particolari. La chiave del loro successo è spesso legata alla collaborazione con le regioni vicine. Basilea è, ad esempio, molto ben collegata con le zone limitrofe, francesi e tedesche. Da questa situazione trae vantaggio tutta la regione trinazionale di quella zona", fa notare. Per quanto concerne il Ticino, "gli stretti contatti con la regione di Milano è certamente uno dei fattori che influenzano i salari relativamente bassi, ma non è certamente il solo. Occorre sempre tenere in considerazione il contesto, come i costi di produzione e, in generale, i costi della vita a livello regionale che sono più bassi. Se prendiamo di nuovo come esempio Basilea, che conta ugualmente una percentuale molto alta di frontalieri, i salari sono più alti, ma anche i costi. Anche fuori dal centro, a Basilea Campagna, ad esempio, si sono insediate delle importanti imprese internazionali nel settore delle scienze della vita. I loro impiegati percepiscono degli stipendi spesso molto competitivi nel confronto internazionale e guadagnano più della media, in ragione della produttività elevata del ramo. È su questo che il Ticino e la sua economia dovrebbero mirare".

Teme che il Covid amenti le disuguaglianze salariali a scapito dei cantoni già con redditi minori, tanto più che i settori maggiormente toccati dalle chiusure hanno spesso stipendi bassi. "Esiste un grosso pericolo che la pandemia allarghi le disuguaglianze. E ciò andrà a toccare soprattutto le persone che hanno salari mediamente più bassi. Questo concernerà in particolare i settori più toccati attualmente dalla crisi (il turismo, l’ospitalità, i trasporti, il commercio e quello degli eventi),), che in media pagano stipendi più bassi. Visto che questi rami sono presenti maggiormente in regioni dove il livello salariale è inferiore, potrebbero anche aumentare le differenze tra i Cantoni. In particolare ciò rischia di succedere nel settore turistico".

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