CRONACA
Via quella lapide: il dipinto con calle e girasoli non è ammesso al cimitero
Il Tribunale di Brescia ha confermato la linea del Comune di Calvenzano: la pietra tombale andrà rimossa

BERGAMO - Per ricordare la mamma, la figlia ha fatto dipingere sulla lastra del loculo del cimitero di Calvenzano, in provincia di Bergamo, un paesaggio con in primo piano un mazzo di girasoli e di calle, fiori amati dalla defunta. Ma il Comune, ritenendo la decorazione non in linea con le direttive cimiteriali, ne ha intimato l’immediata rimozione. Dopo ricorsi e controricorsi, il Tribunale di Brescia ha dato ragione all’amministrazione comunale.

La vicenda è iniziata nel 2021 quando è venuta a mancare Pierina Pavesi, 89 anni. Per ricordare l’anziana madre, la figlia ha fatto dipingere un paesaggio fiorito sulla pietra tombale e l’amministrazione comunale ha ritenuto che violasse l’armonia del cimitero. Rifacendosi al regolamento di polizia mortuaria che prevede che “le lampade votive, le decorazioni, gli abbellimenti e le iscrizioni da porre sulle lapidi non possono essere eseguite e poste in opera se non dopo aver chiesto ed ottenuto il permesso”, ha dunque ordinato la rimozione della lapide.

A questo punto la figlia della defunta ha ricorso al Tribunale amministrativo regionale, invocando il diritto costituzionale alla libertà di culto e indicando altri quattro casi di decorazioni diverse da quelle standard dei colombari.

Alla fine, come detto, il Tar ha dato ragione al Comune. Soddisfatto il sindaco Fabio Ferla che ha precisato: “A segnalarci la lapide appariscente sono stati alcuni cittadini che in passato avevano chiesto varianti, ma a cui erano state negate proprio per il principio di uniformità che salvaguardia il decoro del camposanto. Il problema è proprio questo: troppo spesso si pensa che il proprio buon gusto sia sufficiente e faccia da norma. Bastava che i familiari avessero presentato una domanda e avremmo evitato di dover andare in tribunale”. Il Comune attende ora dalla famiglia una nuova proposta di decorazione per la lapide e la rimozione di quella contestata.

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