CRONACA
Travolto e ucciso da 25mila forme di Grana Padano, muore imprenditore agricolo della bergamasca
L'uomo, 75 anni, stava lavorando nel suo caseificio, molto noto in Lombardia, quando uno scaffale sarebbe crollato provocando un micidiale effetto domino. Le indagini chiariranno con precisione la dinamica dei fatti

BERGAMO - Schiacciato da 25mila forme di Grana Padano. È questa la tragica fine di un imprenditore agricolo di 75 anni, Giacomo Chiapparini, travolto dal cedimento di alcuni scaffali per la stagionatura del formaggio mentre lavorava nel caseificio di Romano di Lombardia (Bergamo), che porta il suo nome. È accaduto domenica 6 agosto in serata. Un dipendente del caseificio, allarmato dal fragore del crollo degli scaffali, avrebbe chiamato i soccorsi e allertato i vigili del fuoco, accorsi sul posto da Bergamo, Treviglio e Dalmine, insieme ai Carabinieri. Le ricerche si sono concluse oggi in mattinata con il ritrovamento del corpo senza vita dell’imprenditore. Chiapparini, la cui azienda è molto nota in Lombardia, lascia due figli, Mary e Tiziano.

A una prima ricostruzione, sembra che a cedere siano stati i ripiani superiori degli scaffali su cui erano appoggiate le forme di Grana, provocando un micidiale effetto domino. I soccorritori, con l'aiuto dei cani, hanno cercato l'uomo per tutta la notte e ovunque, rimuovendo molte delle forme crollate, ma il capannone copre un’area di oltre duemila metri quadrati, ragion per cui le ricerche hanno richiesto moltissimo tempo. Con il passare delle ore erano sempre meno le speranze che il 75enne fosse sopravvissuto al crollo.

Restano da chiarire le cause del cedimento degli scaffali: probabilmente si è trattato di un guasto al macchinario che movimenta le forme di grana padano, che il titolare del caseificio stava utilizzando. Nell'attesa di ricostruire con precisione la dinamica dei fatti,  l'azienda agricola - che ha sede alla Cascina Clientela e dal 2006 produce Grana Padano lavorando il latte dei propri animali e commercializzando il formaggio in un punto vendita interno, e si estende per oltre dieci ettari, tra stalle, depositi, caseificio, magazzino, spaccio e sale di mungitura - è stata posta sotto sequestro. 

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