Da ieri sera non c'è più il Vanilla, storico locale di Riazzino. Secondo il portavoce dell'associazione mantello svizzera, i problemi accomunano tutti: "I costi di sicurezza e informatica sono saliti, i dj chiedono cachet altissimi"

RIAZZINO - Con la serata di ieri, scende il sipario sul Vanilla, una delle discoteche più conosciute del Ticino. La RSI ha proposto, partendo da questo fatto, un approfondimento sul mondo dei locali notturni in Svizzera, riscontrando una generale difficoltà, soprattutto per quelli di grandi dimensioni.
Riassumendo: le persone che li frequentano sono meno, complice la crisi, ma i costi salgono. Non solo alcune voci, dalla sicurezza alla tecnologia, sono decisamente più care, è necessario, per attirare abbastanza gente per avere un guadagno, invitare dj famosi che richiedono cachet molto alti, anche 10mila franchi a sera. Lo ha spiegato Alexander Bücheli, portavoce dell’associazione mantello a livello nazionale e co-presidente della Commissione bar e club di Zurigo, secondo cui "quello che sono cambiate sono le abitudini. Anche a causa della pandemia le persone preferiscono fare anche altro, incontrarsi privatamente o in altri luoghi e forse vanno meno in discoteca di quanto facessero 10 o 20 anni fa". Pure l'aumento delle manifestazioni organizzate all'esterno non aiuta.
A suo avviso, servono dei sostegni statali per locali come il Vanilla. A riuscire a cavarsela sono le discoteche più piccole.