CRONACA
Dignità calpestata nelle prigioni europee. Il caso Salis e Mosca. "Letto infestato da cimici e costretto a pulirsi con panni sporchi"
Dopo il caso Ilaria Salis, ecco la denuncia della famiglia del 29enne incarcerato in Romania: "Abbandonati dalle istituzioni"

ROMANIA – Le immagini di Ilaria Salis incatenata a processo in Ungheria hanno fatto il giro del web e (riaprono) il dibattito sul trattamento riservato ai detenuti all’estero. Sul caso Salis, accusata di aver aggredito due manifestanti durante degli scontri avvenuti durante un corteo che radunava gruppi neonazisti, si è espressa anche la premier italiana Giorgia Meloni chiedendo il rispetto “della dignità. Quello con le manette è un trattamento riservato in diversi Stati Occidentali. Noi non lo facciamo e per questo le immagini sono di forte impatto”.

Il forte eco-mediatico del caso Salis ha portato alla luce un nuovo caso simile. Si tratta di Filippo Mosca, 29enne detenuto in carcere in Romania e condannato a otto anni e sei mesi di carcere per traffico internazionale di droga. La madre del ragazzo denuncia condizioni disumane.

“L’igiene – racconta ai media – è pari a zero. I detenuti sono costretti a pulirsi con stracci sporchi. I materassi in cui dormono sono infestati dalle cimici”. L’incubo di Mosca ha inizio nel maggio del 2023 e la famiglia lo ritiene innocente. Per quale motivo? Il 29enne si è recato in Romania per partecipare a un Festival in compagnia della fidanzata. In quell’occasione, una conoscente ha chiesto alla coppia di far recapitare un pacco che non riusciva a ricevere. Solo in seguito all’arrivo della polizia, la coppia italiana si è resa conto del contenuto: droghe di ogni genere, dalla ketamina all’hashish. Abbastanza per una condanna di oltre otto anni. La compagna è stata, invece, rilasciata dopo una sola notte.

La madre di Filippo è disperata: “Mio figlio non sta bene e necessita di assistenza medica. Dovrebbe seguire una dieta specifica, ma in carcere può comprare solo scatolame e insaccati. Possono lavarsi solo una volta a settimana”. Preoccupata anche la fidanzata del giovane, che a La Repubblica si esprime così: “Filippo è stanco e nervoso. Non gli importa più di nulla. Ho paura che si faccia del male” 

La famiglia di Mosca attacca anche le istituzioni: “Ci sentiamo soli. Abbiamo scritto all’ambasciata, ma è stato inutile”.

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