CRONACA
FART investe nel futuro: posata la prima pietra della nuova Officina e Deposito autobus a Riazzino
Una struttura moderna, funzionale e sostenibile che accompagnerà la transizione verso l’elettrico
TiPress

LOCARNO - Con una cerimonia ufficiale, alla presenza dei progettisti e della direzione aziendale, è stata posata oggi la prima pietra della nuova Officina e Deposito autobus delle Ferrovie Autolinee Regionali Ticinesi (FART) a Riazzino.

Il progetto, nato da un concorso internazionale vinto dal gruppo interdisciplinare guidato dallo studio canevascini&corecco, co-autore con lo studio delorenzi la rocca architetti dell’elaborato Urbino_18, rappresenta un passo importante per il futuro del trasporto pubblico nel Locarnese e in tutto il territorio regionale. La nuova struttura, che si svilupperà su una superficie di circa 4.000 metri quadrati più uno stabile di servizio di 500 metri quadrati, consentirà di razionalizzare la manutenzione della flotta, offrire spazi più ampi e funzionali al personale e predisporre aree per l’elettrificazione degli autobus. I lavori sono stati avviati da alcuni giorni e la conclusione dell’opera è prevista entro il 2027.

Claudio Zali, Direttore del Dipartimento del territorio, non ha potuto presenziare all’evento ma ha inviato un intervento scritto in cui ha sottolineato come il settore del trasporto pubblico si stia progressivamente orientando verso l’elettrificazione delle flotte: “Le aziende di trasporto pubblico stanno volgendo verso l’elettrificazione della propria flotta e le FART si muovono anch’esse in questa direzione. Il nuovo deposito sarà dotato di pannelli fotovoltaici che permetteranno la ricarica dei mezzi. Appena messo in funzione, il deposito di Riazzino alimenterà i bus elettrici della Linea 1; in seguito la trasformazione coinvolgerà anche le altre linee, prima su scala urbana e poi regionale”.

Paolo Caroni, Presidente del CdA FART, ha ricordato il lungo percorso che ha portato a questo risultato: “Quando nel 2017 abbiamo avviato un’analisi a 360 gradi sull’azienda, abbiamo tracciato un percorso di modernizzazione che oggi prende forma in vari progetti concreti, tra cui il rinnovamento della flotta autobus, i nuovi convogli Stadler da poco in servizio sulla linea ferroviaria e la futura progressiva elettrificazione della flotta autobus. Non è stato un iter semplice, tra alternative valutate e ricorsi, ma oggi celebriamo l’avvio dei lavori di un’infrastruttura che risponde a esigenze logistiche e strategiche e che guarda al futuro del trasporto pubblico”.

Anche Erik Fregni, capo del Dipartimento tecnico FART, ha posto l’accento sugli aspetti funzionali: “L’attuale officina di Locarno, nata negli anni Sessanta per una ventina di veicoli, non è più adeguata a una flotta che oggi supera i sessanta autobus, molti dei quali articolati. Il nuovo impianto offrirà quattro corsie di lavoro, una corsia dedicata ai collaudi e spazi moderni per il personale. Sarà inoltre il cuore della futura elettrificazione, con sei postazioni di ricarica già predisposte e una corsia progettata per la manutenzione dei bus elettrici”.

Infine, Paolo Canevascini, portavoce del team di progettazione canevascini&corecco e delorenzi la rocca architetti, ha evidenziato le scelte architettoniche: “Ci siamo confrontati con un tema inusuale, collocare un grande edificio tecnico in un’area periferica e complessa, trovando un equilibrio tra esigenze funzionali e vocazione pubblica. Il progetto si caratterizza per un gesto unitario e primordiale: un tetto che copre due funzioni principali, officina e deposito, e che si integra armoniosamente con il contesto. L’edificio sarà certificato Minergie, con impianti tecnici efficienti e un’ampia superficie fotovoltaica, a conferma della sua impronta sostenibile”.

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