CRONACA
In carcere lo sciamano tibetano di Brissago
I reati ipotizzati sono truffa, appropriazione indebita, coazione sessuale ed esercizio abusivo dell’attività sanitaria

BRISSAGO - Truffa, appropriazione indebita, coazione sessuale ed esercizio abusivo dell’attività sanitaria. Sono i reati ipotizzati nei confronti di un 67enne maestro, guaritore e sciamano tibetano residente a Brissago, attualmente in carcerazione preventiva alla Farera dalla metà di gennaio.

La conferma dell’apertura del procedimento penale è giunta dal Ministero pubblico a “laRegione”. Anche se in paese le voci dell'arresto circolavano da diverse settimane. Gli accertamenti puntano a chiarire se sussistano i presupposti dei reati contestati, con particolare riferimento a prestazioni e trattamenti nel campo sanitario, con eventuali risvolti sessuali, sia sotto il profilo economico sia per quanto riguarda il rapporto che lo sciamano aveva con alcune persone a lui vicine.

Dopo i primi interrogatori, svolti a metà gennaio, è stato disposto l’arresto. L’inchiesta è coordinata dalla procuratrice pubblica Valentina Tuoni.

Il 67enne, cittadino svizzero e tibetano, era noto per la sua attività a Brissago nell’ambito del benessere olistico e delle pratiche tantriche. Si era inoltre occupato di allestire il piccolo spazio espositivo permanente dedicato al Bhutan, paese confinante con il Tibet, allestito all’interno di Casa Branca Baccalà.

Il locale era stato fortemente voluto dalla facoltosa cittadina germanica che aveva donato al Comune un milione di franchi per la ristrutturazione dello stabile storico. Non per nulla nel corso dell'inaugurazione di Casa Branca erano arrivati danzatori dall'Estremo oriente. La stessa donna ha aiutato negli anni sorsi il guaritore a trovare una casa dove praticare le sue cure tantriche e olistiche.

La benefattrice, il 67enne e la moglie di lui risultano inoltre legati da una società iscritta a Registro di commercio, attiva nell’offerta di ritiri, coaching e attività spirituali come meditazione, yoga, chi gong e tai chi.

La donna è come una figura di rilievo nella promozione dei rapporti culturali ed economici tra Europa e Bhutan e in passato ha ricoperto anche la funzione di console onorario della Thailandia per Baviera e Sassonia.

Quanto al 67enne, negli anni aveva costruito attorno a sé un profilo particolare. In una intervista rilasciata circa dieci anni fa, aveva raccontato di essere stato affidato da piccolo a un monastero in Tibet e di essere poi giunto in Svizzera da bambino, dopo essere fuggito con il Dalai Lama in persona, e accolto da genitori adottivi. Sempre secondo il suo racconto, avrebbe sviluppato fin da giovanissimo doti taumaturgiche e si sarebbe poi formato come guaritore spirituale in Tibet, India, Thailandia e Svizzera.

Per anni, insieme alla moglie, ha inoltre gestito un centro di salute tibetana in Baviera, dove proponeva pratiche come imposizione delle mani, campane tibetane, cristalloterapia e cromoterapia.

Contattato da “laRegione”, il legale dell’uomo ha confermato il procedimento penale, senza però rilasciare ulteriori dichiarazioni.

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