CRONACA
Paura alla stazione di Winterthur: accoltella tre uomini al grido di “Allah Akbar”
Nelle vicinanze si trovava anche una classe scolastica e, secondo alcune testimonianze, l’insegnante si sarebbe frapposta tra l’aggressore e gli allievi per proteggerli

WINTERTHUR - Mattinata di tensione alla stazione ferroviaria di Winterthur, dove un vasto dispositivo di polizia è intervenuto dopo un’aggressione con coltello avvenuta poco prima delle 9. Sul posto sono confluiti agenti della Polizia cittadina di Winterthur, della Polizia cantonale di Zurigo, della Polizia dei trasporti delle FFS e diversi mezzi di soccorso.

Secondo quanto riferito da Blick, 20 Minuten e da diversi testimoni presenti nell’area della stazione, una vasta zona attorno al nuovo sottopassaggio è stata transennata. Alcuni testimoni parlano di un’area di circa cento metri isolata con nastro di segnalazione, mentre l’intervento avrebbe interessato più punti distinti nei pressi della stazione.

Stando alle prime ricostruzioni, un uomo avrebbe accoltellato diverse persone gridando “Allah Akbar”. Un video diffuso da Blick mostra un uomo correre fuori dall’atrio della stazione con un coltello in mano, mentre numerose persone fuggivano in preda al panico. Nelle vicinanze si trovava anche una classe scolastica e, secondo alcune testimonianze, l’insegnante si sarebbe frapposta tra l’aggressore e gli allievi per proteggerli.

La Polizia cantonale di Zurigo ha successivamente confermato l’arresto del presunto autore dell’aggressione, identificato in un cittadino svizzero di 31 anni. «L’uomo è stato arrestato dalla Polizia», ha dichiarato sul posto il portavoce Roger Bonetti.

Tre uomini, di 28, 43 e 52 anni, sono rimasti feriti e sono stati trasportati in ospedale. Uno avrebbe riportato ferite gravi, mentre gli altri due sarebbero in condizioni di media gravità.

Il movente resta al momento poco chiaro. Gli inquirenti stanno verificando tutte le ipotesi, compresa quella di un possibile atto terroristico. Secondo quanto riportato dalla Neue Zürcher Zeitung, non emergerebbero tuttavia collegamenti con l’aggressione avvenuta mercoledì alla stazione di Dietikon. «Secondo lo stato attuale delle indagini, i due episodi non sono correlati», ha precisato la Polizia cantonale.

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