CRONACA
Povertà, in Ticino una persona su sei vive sotto la soglia: l'allarme per le "famiglie invisibili"
Alla quarta conferenza di Soccorso d'inverno Ticino, a Lugano, emergono dati preoccupanti: i nuclei monoparentali sono i più esposti e le difficoltà economiche pesano anche sul futuro dei bambini. Al centro del confronto, gli aiuti e la prevenzione
CRONACA

Povertà, l'allarme di Thierry Carrel: "In Ticino anche lavorare non sempre basta per vivere"

15 OTTOBRE 2026
CRONACA

Povertà, l'allarme di Thierry Carrel: "In Ticino anche lavorare non sempre basta per vivere"

15 OTTOBRE 2026

LUGANO – Una persona su sei vive in condizioni di povertà assoluta, una su quattro è a rischio. E per le famiglie con un solo genitore le difficoltà possono diventare particolarmente pesanti, fino a compromettere non soltanto l'equilibrio economico della casa, ma anche le opportunità di crescita dei figli. È il quadro emerso oggi a Villa Ciani, a Lugano, dalla quarta conferenza annuale di Soccorso d'inverno Ticino, dedicata quest'anno alle "Famiglie invisibili".

Una giornata di riflessione e confronto, organizzata con il patrocinio della Città di Lugano, che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, economisti, ricercatori e operatori sociali. Al centro, una realtà che spesso sfugge allo sguardo pubblico: quella di famiglie che lavorano, cercano di far quadrare i conti e affrontano quotidianamente rinunce che non sempre vengono riconosciute come segnali di povertà.

Come aveva sottolineato in apertura il professor Thierry Carrel, presidente di Soccorso d'inverno svizzero, anche avere un'occupazione non garantisce necessariamente un reddito sufficiente per vivere. Un problema particolarmente sentito in Ticino, dove salari inferiori alla media nazionale e spese obbligatorie elevate lasciano a molte economie domestiche margini finanziari estremamente ridotti.

Ma se l'intervento di Carrel aveva richiamato l'attenzione sulle dimensioni e sulle conseguenze del fenomeno, i successivi approfondimenti hanno permesso di delineare con maggiore precisione chi rischia di più, quali ostacoli incontra e quali risposte possono essere messe in campo.

I numeri di una povertà che colpisce più duramente il Ticino

A illustrare il divario tra il nostro Cantone e il resto della Svizzera è stata l'economista Amalia Mirante. Il tasso di povertà assoluta raggiunge in Ticino il 16,5%, quasi il doppio dell'8,4% registrato a livello nazionale. Ancora più ampia è la fascia della popolazione esposta al rischio di povertà: il 25,3%, contro il 16,4% svizzero.

Numeri che assumono un significato concreto quando si guarda alla vita delle famiglie. Il problema, infatti, non riguarda soltanto chi è senza lavoro. Un impiego a tempo parziale, uno stipendio modesto, le spese per la custodia dei figli o la necessità di ridurre l'attività professionale per occuparsi della famiglia possono rendere insufficiente anche un reddito regolare.

La situazione diventa ancora più delicata nei nuclei monoparentali. Alessia Di Dio, coordinatrice di FaMo+ (Famiglie Monoparentali+), ha evidenziato come in Ticino il loro tasso di povertà assoluta risulti sette volte superiore a quello delle coppie con figli.

Alle difficoltà di conciliare lavoro e responsabilità familiari si aggiungono, in alcuni casi, il mancato versamento degli alimenti e gli ostacoli burocratici nell'accesso alle prestazioni sociali. Problemi che possono aggravare una condizione economica già fragile, soprattutto quando un solo adulto deve farsi carico di tutte le necessità della famiglia.

Gli aiuti ci sono, ma non sempre arrivano a chi ne ha bisogno

Un altro tema centrale della conferenza è stato quello delle risposte delle istituzioni. Attraverso due interviste condotte da Marco Bazzi, si sono confrontati Marco Galli, responsabile dell'Ufficio del sostegno a enti e attività per le famiglie e i giovani, e Sabrina Antorini Massa, direttrice della Divisione Socialità della Città di Lugano.

Dal confronto è emersa la necessità di affiancare agli aiuti finanziari una rete di servizi capace di accompagnare le famiglie, favorire la conciliabilità tra vita lavorativa e familiare e prevenire situazioni di esclusione.

Particolare attenzione è stata dedicata al cosiddetto mancato ricorso alle prestazioni sociali: persone che avrebbero diritto a un sostegno, ma che non lo richiedono o non riescono a ottenerlo. A pesare possono essere la scarsa conoscenza degli aiuti disponibili, la complessità delle procedure amministrative o le difficoltà nell'orientarsi tra i diversi servizi.

Rendere le informazioni più accessibili e rafforzare la collaborazione tra Cantone, Comuni e organizzazioni sociali diventa quindi essenziale per raggiungere anche quelle famiglie che, pur trovandosi in difficoltà, rimangono fuori dai circuiti di sostegno.

Quando la povertà colpisce i figli

L'ultima parte della conferenza ha portato l'attenzione sulle conseguenze che le difficoltà economiche possono avere sulle nuove generazioni. Lea Schneider, ricercatrice della Berner Fachhochschule, ha presentato i risultati preliminari di uno studio nazionale sulle esperienze delle famiglie che vivono in condizioni di povertà lavorativa, comprese alcune famiglie ticinesi.

Non si tratta soltanto di avere meno denaro a disposizione. Crescere in una famiglia povera può significare rinunciare alle vacanze, a un'attività sportiva, a un corso di musica o a occasioni di incontro con i coetanei. Privazioni che possono alimentare sentimenti di vergogna e isolamento, incidendo sulle relazioni sociali e sulle opportunità educative.

È proprio su questo aspetto che si è soffermata Paola Eicher-Pellegrini, direttrice di Soccorso d'inverno Ticino: "Quando una famiglia vive con risorse molto limitate, la povertà non si misura soltanto in ciò a cui gli adulti devono rinunciare. Le conseguenze possono riflettersi direttamente sulle opportunità, sulla salute e sulla vita sociale dei figli. Per questo il nostro intervento vuole rispondere alle necessità immediate, ma anche contribuire a evitare che la fragilità economica diventi esclusione".

Dalle cure dentistiche alle attività extrascolastiche

Accanto alla riflessione sulle cause della povertà, la conferenza ha permesso di richiamare l'attenzione sulle risposte concrete già sviluppate da Soccorso d'inverno Ticino.

Tra queste figura la collaborazione con SSO Ticino, la Società Ticinese dei Medici Dentisti, pensata per facilitare l'accesso alle cure odontoiatriche essenziali delle persone residenti nel Cantone che si trovano in una situazione di comprovata difficoltà economica e sociale.

Le richieste vengono esaminate individualmente da Soccorso d'inverno Ticino, sulla base della situazione finanziaria e sociale del richiedente e secondo il principio di sussidiarietà. Preventivi e fatture sono inoltre sottoposti alla verifica tecnica di un medico dentista perito, affinché le cure sostenute siano necessarie, appropriate e proporzionate.

Un intervento che risponde a una difficoltà concreta: quando il denaro non basta, le cure dentistiche rischiano di essere rinviate o abbandonate, con possibili conseguenze sulla salute.

Sul fronte dei bambini e degli adolescenti opera invece il programma Empowerment, attraverso il quale l'organizzazione contribuisce a finanziare attività sportive, musicali e artistiche nel tempo libero.

Sono spesso proprio queste le prime spese a essere sacrificate quando una famiglia deve ridurre il proprio bilancio. Eppure, frequentare una società sportiva, imparare a suonare uno strumento o condividere un'attività con altri ragazzi non rappresenta soltanto un passatempo, ma un'occasione di crescita, di relazione e di partecipazione alla vita della comunità.

La quarta conferenza annuale si è così conclusa con un messaggio che va oltre la necessità di intervenire nelle emergenze economiche. Per Soccorso d'inverno Ticino, contrastare la povertà significa anche impedire che le difficoltà dei genitori finiscano per restringere le possibilità dei figli. Un obiettivo che richiede non soltanto risorse, ma una collaborazione sempre più stretta tra istituzioni, servizi sociali e organizzazioni attive sul territorio.

Resta connesso con Liberatv.ch: ora siamo anche su Whatsapp! Clicca qui e ricorda di attivare le notifiche 🔔
Potrebbe interessarti anche

CRONACA

Soccorso d’inverno Ticino e SSO Ticino insieme per favorire l'accesso alle cure odontoiatriche essenziali

EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

La "Giornata della buona azione" in favore di Soccorso d’Inverno

EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

Soccorso d’inverno e GastroTicino insieme per la Festa della Mamma

CRONACA

73'000 franchi al mese di aiuti, ma i soldi non bastano. L'appello di Soccorso d'Inverno: "Ticinesi, abbiamo bisogno di voi!"

VETRINA

Soccorso d’Inverno, è iniziata la Colletta Stella. I proventi a favore dei ticinesi in difficoltà economiche

CRONACA

È partita la “Colletta Stella” del Soccorso d’Inverno

In Vetrina

LETTURE

"Tulipan", il diario di una madre che intreccia ricordi, emozioni e piccoli frammenti di vita

15 OTTOBRE 2026
PANE E VINO

Enoturismo, la Cantina alla Maggia di Ascona tra le eccellenze svizzere

10 OTTOBRE 2026
LETTURE

“Il Ticino e i suoi comuni”, storie di un mondo che cambiava

08 OTTOBRE 2026
SINDACATO E SOCIETÀ

Carovita, la rivolta dei sindacati: "Il Governo riconosce solo lo 0,25%, non basta"

07 OTTOBRE 2026
PANE E VINO

Giglia apre nel salotto di Lugano: una nuova casa per i suoi celebri Marron Glacé

06 OTTOBRE 2026
BANCASTATO

Sostenibilità, ecco le tre PMI premiate da BancaStato

06 OTTOBRE 2026
LiberaTV+

IL FEDERALISTA

Marina Masoni: la speranza, l'espediente, il baratro. E "il silenzio sui conti"

27 SETTEMBRE 2026
SECONDO ME

"Basta campare di politica e CdA!"

02 OTTOBRE 2026
SECONDO ME

Dadò: "Inchieste sì, ma indipendenti e credibili"

04 OTTOBRE 2026