Gli affitti salgono, gli appartamenti disponibili sono sempre meno e chi non dispone di redditi particolarmente elevati finisce per essere progressivamente escluso dal mercato

ZUGO – Il paradiso fiscale svizzero rischia di diventare un paradiso per pochi. Zugo, il Cantone che da decenni rappresenta uno dei modelli di maggior successo economico della Confederazione, sta facendo i conti con un paradosso sempre più evidente: la sua ricchezza sta diventando un problema per una parte crescente dei suoi abitanti.
A raccontarlo è il Blick, che dedica oggi un ampio servizio al fenomeno dello spopolamento del Cantone nella prima metà del 2026. Un dato sorprendente per una regione che offre praticamente tutto ciò che si potrebbe desiderare: fiscalità tra le più vantaggiose della Svizzera, premi di cassa malati contenuti, sicurezza, posti di lavoro qualificati e un'elevata qualità della vita.
Eppure, proprio questa straordinaria attrattiva sta producendo un effetto perverso. L'arrivo di contribuenti facoltosi e di aziende internazionali alimenta una domanda di abitazioni che l'offerta non riesce a soddisfare. Gli affitti salgono, gli appartamenti disponibili sono sempre meno e chi non dispone di redditi particolarmente elevati finisce per essere progressivamente escluso dal mercato.
I pensionati costretti ad andarsene
Il fenomeno colpisce soprattutto gli anziani. "Negli ultimi anni abbiamo assistito a un numero crescente di pensionati che lasciano Zugo", spiega al Blick Hendrik Budliger, della società di ricerca e consulenza Demgrafik.
Il meccanismo è relativamente semplice. Quando si va in pensione, il reddito diminuisce e il vantaggio fiscale perde parte della sua importanza. Gli affitti, invece, rimangono elevatissimi. Il risultato è che per molti pensionati continuare a vivere nel Cantone dove hanno trascorso gran parte della loro esistenza diventa economicamente insostenibile.
I numeri sono eloquenti. Secondo un'analisi dei dati dell'Ufficio federale di statistica, negli ultimi tre anni il saldo migratorio dei cittadini svizzeri con più di 65 anni è stato mediamente negativo per 107 persone all'anno. Nei dodici anni precedenti, la perdita media era di appena 37 persone.
In altre parole, il fenomeno si è quasi triplicato.
Ma non sono soltanto gli anziani a lasciare Zugo. Negli ultimi quindici anni, il saldo migratorio intercantonale dei cittadini svizzeri è risultato positivo soltanto tre volte. Quasi ogni anno, dunque, sono più gli svizzeri che abbandonano il Cantone di quelli che vi si trasferiscono.
Quattromila franchi per quattro locali e mezzo
Il problema principale è il costo degli alloggi. Secondo un'analisi della società di consulenza immobiliare Iazi, gli affitti richiesti per gli appartamenti immessi oggi sul mercato sono mediamente aumentati di quasi il 50% rispetto a dieci anni fa.
Nella città di Zugo, per un appartamento di due locali e mezzo vengono chiesti mediamente 2'600 franchi al mese. Per quattro locali e mezzo si arriva a sfiorare i 4'000 franchi. Spese accessorie escluse.
Cifre proibitive per molte famiglie del ceto medio, ma perfettamente sostenibili per i numerosi contribuenti facoltosi che scelgono Zugo come domicilio fiscale.
Basti pensare che nella città capoluogo il reddito imponibile medio raggiunge i 207'000 franchi.
E la pressione sul mercato immobiliare è destinata a continuare. Ad agosto, per esempio, la banca zurighese Vontobel ha annunciato l'intenzione di trasferire la propria nuova sede centrale a Baar, portandovi circa 1'500 posti di lavoro.
"L'offerta di appartamenti in affitto semplicemente non riesce a tenere il passo con la domanda", osserva l'esperto immobiliare Donato Scognamiglio.
Il risultato è una sorta di selezione economica della popolazione. Chi guadagna molto può permettersi di vivere nel Cantone e beneficiare delle sue imposte particolarmente basse. Chi dispone di redditi normali rischia invece di dover cercare casa altrove.
La rivolta contro la "monacoizzazione"
Il Blick ricorda che a Zugo si parla ormai apertamente di "monacoizzazione", con riferimento al Principato di Monaco, dove l'enorme concentrazione di ricchezza ha reso il mercato immobiliare praticamente inaccessibile a chi non dispone di grandi patrimoni.
Una trasformazione che comincia a suscitare malcontento anche in un Cantone tradizionalmente conservatore e favorevole a una politica economica fortemente competitiva.
"La resistenza a questo sviluppo è stata debole per molto tempo. Ma ora la popolazione sta diventando sempre più consapevole e critica", osserva Scognamiglio.
Il problema è particolarmente delicato perché la maggioranza degli abitanti di Zugo vive in affitto. E non mancano i casi di persone ultraottantenni costrette a lasciare il proprio appartamento e a trasferirsi addirittura in un altro Cantone.
Il governo respinge l'allarme
Le autorità cantonali, tuttavia, contestano l'interpretazione secondo cui sarebbe soprattutto il costo degli affitti a spingere i pensionati ad andarsene.
L'Ufficio cantonale di statistica ritiene poco plausibile che gli ultrasessantacinquenni lascino Zugo principalmente perché gli affitti sono troppo elevati e i vantaggi fiscali non compensano più il costo dell'abitazione.
Va inoltre precisato che, sul lungo periodo, la popolazione cantonale continua a crescere, grazie soprattutto all'arrivo di nuovi residenti con redditi elevati. Il calo registrato nella prima metà dell'anno non rappresenta quindi, almeno per ora, un'inversione strutturale della crescita demografica complessiva.
Il governo non intende comunque rinunciare alla propria strategia fiscale ed economica.
La consigliera di Stato Silvia Thalmann-Gut difende il modello che ha garantito prosperità al Cantone per decenni, sostenendo che indebolirne l'attrattività comprometterebbe anche i fattori che ne hanno determinato il successo.
Per affrontare la crisi abitativa, l'esecutivo punta invece sulla strategia 2030, che prevede una maggiore densificazione edilizia e la possibilità di costruire edifici più alti in determinate zone, a condizione che almeno il 40% degli appartamenti venga offerto a prezzi accessibili.
Ma i tempi di realizzazione saranno lunghi e gli esperti prevedono numerose opposizioni.
Il paradosso della ricchezza
Il caso di Zugo solleva una questione che va ben oltre i confini del piccolo Cantone della Svizzera centrale.
Fino a che punto un territorio può diventare economicamente attrattivo senza compromettere la possibilità, per i suoi stessi abitanti, di continuare a viverci?
Il modello Zugo ha prodotto ricchezza, posti di lavoro e importanti entrate fiscali. Ma il successo ha anche alimentato una spirale immobiliare che rischia di trasformare progressivamente la composizione sociale del Cantone.
E così, mentre nuovi milionari arrivano per approfittare delle tasse basse, una parte dei residenti svizzeri, soprattutto anziani e famiglie del ceto medio, prende la strada opposta.
Il paradosso è tutto qui: Zugo è diventato talmente ricco che una parte dei suoi abitanti non può più permettersi di viverci.