Il fuoriclasse francese del Real Madrid è finito al centro di un caso internazionale dopo la diffusione di un video in cui definisce "un dittatore cinese"...

Una battuta, qualche risata e un riferimento a Mao Zedong. Tanto è bastato per scatenare una tempesta politica, mediatica e commerciale che rischia di costare carissima a Kylian Mbappé. Il fuoriclasse francese del Real Madrid è finito al centro di un caso internazionale dopo la diffusione di un video in cui definisce "un dittatore cinese" il personaggio raffigurato in un fotomontaggio che sovrappone il suo volto a quello di Mao, fondatore della Repubblica Popolare Cinese.
Una frase pronunciata scherzando, ma che in Cina non ha fatto ridere nessuno. Anzi, ha provocato una reazione durissima, con la rottura immediata di tre importanti contratti pubblicitari, la sospensione delle trasmissioni televisive delle partite della Liga spagnola e persino un intervento del Ministero degli Esteri di Pechino.
Tutto nasce da un fotomontaggio
La vicenda ha origine da un'intervista al programma francese "The Bridge", registrata alcuni mesi fa e tornata a circolare sui social nelle ultime ore. A Mbappé viene chiesto quale sia il fotomontaggio satirico che lo riguarda e che lo abbia fatto maggiormente ridere.
Il calciatore risponde indicando un'immagine nella quale il suo volto è stato sovrapposto a quello di un personaggio che definisce "un dittatore cinese". Aggiunge di utilizzare spesso quel fotomontaggio per scherzare con gli amici.
Mbappé non pronuncia esplicitamente il nome di Mao Zedong, ma il riferimento è inequivocabile: l'immagine mostra proprio il fondatore della Cina comunista, morto nel 1976.
Il video viene ripreso dai social e dai media cinesi proprio mentre il giocatore è reduce dalla delusione del Pallone d'Oro 2026, conquistato da Harry Kane. In poche ore la battuta diventa un caso nazionale.
Tre sponsor lo abbandonano
La prima reazione arriva dal mondo degli affari. Dongpeng, colosso cinese delle bevande, annuncia l'interruzione immediata della collaborazione con Mbappé, testimonial del marchio di bevande sportive Bushuila.
Seguono il gruppo lattiero-caseario Mengniu, uno dei maggiori del Paese, e Milkground, azienda specializzata nella produzione di formaggi.
Le tre società diffondono comunicati dai toni praticamente identici, dichiarando di adottare una politica di tolleranza zero nei confronti di comportamenti e dichiarazioni che offendono i sentimenti nazionali del popolo cinese.
Per Mbappé è un colpo commerciale importante. Il giocatore, uno degli sportivi più conosciuti e pagati al mondo, aveva costruito una presenza pubblicitaria significativa sul mercato cinese. Le immagini delle sue campagne promozionali erano apparse su autobus, cartelloni e altri spazi pubblicitari, soprattutto durante i Mondiali.
Il valore dei contratti cancellati non è stato comunicato, ma la perdita riguarda tre grandi gruppi industriali e potrebbe avere conseguenze anche sulle future opportunità commerciali del calciatore in Cina.
La televisione cinese oscura la Liga
La reazione più clamorosa arriva però dalla televisione di Stato CCTV, che decide di sospendere la trasmissione delle partite della Liga spagnola che coinvolgono Mbappé e di rimuovere gli spot pubblicitari nei quali compare il giocatore.
Una misura che travalica il rapporto tra un atleta e i suoi sponsor, investendo direttamente il calcio spagnolo e i suoi interessi economici in uno dei mercati più importanti del mondo.
La sospensione è stata annunciata senza indicarne la durata. Non è inoltre chiaro se il blocco riguarderà stabilmente tutte le partite del campionato spagnolo oppure soltanto quelle del Real Madrid e gli eventi nei quali compare Mbappé.
La questione è particolarmente delicata perché la Liga ha recentemente concluso un accordo quadriennale con China Mobile Migu per la distribuzione digitale delle sue 380 partite stagionali sul mercato cinese. Non risulta, al momento, che tale accordo sia stato annullato.
Interviene il governo di Pechino
La polemica assume rapidamente una dimensione politica. Durante una conferenza stampa, il portavoce del Ministero degli Esteri cinese Guo Jiakun interviene sulla vicenda, affermando che parole e comportamenti capaci di ferire i sentimenti del popolo cinese incontrano inevitabilmente l'opposizione dell'intera società.
Una presa di posizione che testimonia quanto la figura di Mao Zedong rimanga sensibile nella Cina contemporanea.
Nonostante le responsabilità storiche attribuitegli per le drammatiche conseguenze del Grande balzo in avanti e della Rivoluzione culturale, Mao conserva un ruolo centrale nella legittimazione politica del Partito comunista cinese. La sua immagine continua a campeggiare su piazza Tiananmen e la sua figura resta oggetto di una venerazione ufficiale che lascia pochissimo spazio alla satira.
Definirlo un dittatore, anche in un contesto scherzoso, significa quindi toccare uno dei simboli più delicati dell'identità politica della Repubblica Popolare.
La Liga prende le distanze, Mbappé chiede scusa
Di fronte alle dimensioni della crisi interviene anche Javier Tebas, presidente della Liga spagnola, che esprime profondo rammarico per le dichiarazioni del giocatore e per l'offesa provocata tra i tifosi cinesi.
La Liga precisa che le parole di Mbappé sono state pronunciate a titolo personale e non rappresentano in alcun modo la posizione dell'organizzazione. Ribadisce inoltre il proprio rispetto per la Cina, le sue istituzioni e il suo popolo, annunciando contatti con i partner cinesi per cercare di risolvere la situazione.
Alla fine è lo stesso Mbappé a intervenire pubblicamente, diffondendo un messaggio di scuse in francese, inglese e mandarino.
"Porgo le mie scuse a tutti coloro che sono rimasti offesi dalle mie parole. Non era assolutamente mia intenzione. Nutro un profondo rispetto per il popolo cinese e per la sua storia, e sono sinceramente dispiaciuto", dichiara il campione francese.
Le scuse, tuttavia, non cancellano immediatamente le conseguenze della polemica. Sui social cinesi continuano le critiche e sulla piattaforma Xiaohongshu l'account associato al giocatore risulta temporaneamente impossibilitato a pubblicare nuovi contenuti.
Una battuta che diventa un affare di Stato
La vicenda di Mbappé racconta qualcosa che va ben oltre il calcio. Mostra quanto il mercato cinese sia importante per i grandi protagonisti dello sport mondiale, ma anche quanto possa essere rischioso, sul piano commerciale, entrare in collisione con le sensibilità politiche di Pechino.
Nel giro di poche ore, una battuta pronunciata mesi prima è diventata un incidente internazionale, con sponsor cancellati, trasmissioni televisive sospese, prese di posizione diplomatiche e scuse pubbliche.
Resta naturalmente aperta una questione di fondo: fino a che punto gli interessi economici possono condizionare la libertà di espressione di un personaggio pubblico? E quanto può costare, nel mercato globale dello sport, una semplice battuta su un personaggio storico controverso?
Mbappé lo sta scoprendo sulla propria pelle.