POLITICA E POTERE
Preventivo: Laura Sadis è preoccupata
Il ministro delle finanze lancia l'allarme: "Così governabilità a rischio"

BELLINZONA – La matassa è intricata. Lo scontro è aperto. La polemica rovente. Il preventivo 2013 sta suscitando reazioni che non si ricordavano da un po’ di anni. Smarcamenti, tattica e pretattica, colpi di scena. L’ultimo aggiornamento segnala una rottura tra PS e PLR, Lega e PPD. I socialisti non vogliono sentir parlar di tagli. Gli altri partiti, riuniti intorno a un tavolo ieri sera a Medeglia, hanno chiesto al Governo ancora 50 milioni di tagli. Il Consiglio di Stato è preoccupato della piega che sta prendendo la situazione. Tanto è vero che ha convocato tutte le forze politiche del parlamento. Appuntamento lunedì.

E a manifestare i termini della preoccupazione, ci ha pensato Laura Sadis: “Attenzione a non varcare il limite della ragionevolezza, sacrificando la governabilità sull’altare del gioco politico”, ammonisce la ministra delle finanze dalle colonne della Regione.  

A Sadis viene chiesto se è d’accordo con gli obbiettivi fissati dal presidente del PLR Rocco Cattaneo: “Sì – risponde - ma con scienza e coscienza. In breve, occorre sicuramente predisporre uno strumento che permetta una gestione più efficace e trasparente delle risorse dello Stato: è per questo che, dopo nove anni di congelamento del progetto di freno alla spesa da parte del parlamento, il Consiglio di Stato ha tenuto conto delle ragioni alla base di tale stallo e ha proposto un progetto di freno ai disavanzi”.

Anche se su questo punto Rocco Cattaneo ha sempre detto di preferire il progetto di freno alla spesa presentato da Marina Masoni. Progetto che, a differenza di quello più recente, non prevede interventi sulle entrate, in caso di deficit delle casse pubbliche.

E per l'appunto, quanto alla distanza che pare esserci tra le sue posizioni e quelle di Rocco Cattaneo, Sadis argomenta che “il presidente del PLR è appena entrato in funzione e sinora abbiamo già avuto contatti regolari, come è normale che sia. Ma forse la questione è un’altra. La politica di governo è una cosa, quella partitica è un’altra, ciò che a volte può portare ministri e partiti su posizioni – perlomeno apparentemente – diverse. Ma attenzione a non varcare il limite della ragionevolezza, sacrificando la governabilità sull’altare del gioco politico ed elettorale, abdicando così al ruolo decisionale della politica”.

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