POLITICA E POTERE
Preventivo: il decalogo della Lega per i tagli
Il Movimento indica 10 voci di spesa per realizzare il patto sancito con PLR e PPD. Ma mette le mani avanti: "Niente tagli sulle spalle della gente, e nemmeno a danno dell’economia"

LUGANO – E oggi, come prevedibile, ecco la Lega, Il partito di maggioranza relativa torna a parlare dopo il vertice di Medeglia, che ha sancito un accordo con PLR e PPD. Lo fa il presidente Giuliano Bignasca dalle colonne del Mattino della Domenica.

Un articolo che è una risposta all’invito di Rocco Cattaneo. Ieri il presidente del PLR, con il gruppo parlamentare e la Consigliera Stato Laura Sadis, hanno deciso di accelerare sul patto di Medeglia: taglio di 50 milioni al deficit del preventivo, attualmente stimato in 200 milioni. Un accelerata con invito a Bignasca e Jelmini a fare altrettanto. 

La Lega stamane ribadisce il suo sì ma, aggiunge “va da sé che questi risparmi non vanno effettuati sulle spalle della gente, e nemmeno a danno dell’economia, bensì in quei settori dove di grasso che cola ce n’è in abbondanza! Avviso ai naviganti: niente tagli ai sussidi di cassa malati!”. Il Movimento, insomma, mette un po’ le mani avanti e non firma assegni in bianco. Ma Laura Sadis ieri è stata piuttosto chiara: "Per risparmiare ancora 50 milioni bisogna fare tagli incisivi in settori sensibili come ad esempio la socialità, la formazione e la sicurezza", ha dichiarato la ministra delle finanze. Farà male, insomma.

La Lega, fatte le premesse, indica “10 ambiti in cui di ri­sparmi se ne possono fare eccome: e se il governicchio non è in grado di risparmiare 50 milioni a queste 10 voci, gli conviene andare a casa subito!! Lasciando prima a casa, però, gli strapagati funzionari che hanno proposto le misure poi confluite nel fallimentare Preventivo 2013!”, scrive Giuliano Bignasca.

Ecco il dealogo dei tagli indicati dalla Lega

1) Beni e servizi

2) Finti asilanti

3) Kultura

4) Biblioteche e musei

5) Integrare l’organizzazione sociopsichiatrica cantonale (costo 45 mio) nell’EOC

6) Logistica (costi attuali: 87 milioni!)

7) Informatica (costi attuali: 37 milioni!)

8) Standard Minergie e Minergie Plus: abolire!

9) Integrazione degli stranieri

10) Vocabolario dei dialetti 

"Ma bisogna cercare nuove entrate"

Accanto al decalogo dei tagli, Bignasca propone anche degli aumenti di entrata. Scrive:
” Ad esempio, governicchio, ci sono i frontalieri che possono essere tassati per i costi infrastrutturali che provocano, leggi ecotasse per i frontalieri!! Ci sono i globalisti dai quali sarebbe possibile recuperare, solo di imposte cantonali, dai 15 ai 20 milioni all’anno tramite l’aumento della soglia fiscale per la tassazione forfettaria da 200mila a 400mila Fr!!” 

“Serve un fondo da 800 milioni”

Bignasca infine propone un fondo anti-crisi: “Per uscire dall’impasse, a maggior ragione che i costi del denaro sono ai minimi storici, 

Comuni, Cantone, Casse Pensioni, privati e BancaStato devono costituire un Fondo da 800 milioni, che potrebbe essere creato con dei buoni di partecipazione della durata di 20 anni con un rendimento tra il 2.5% e il 2.75%! Tale Fondo dovrebbe servire per gli investimenti nelle infrastrutture, per il rilancio dell’occupazione, per l’innovazione e per altre operazioni nell’interesse generale del Cantone, come ad esempio l’acquisto della BSI da parte di Banca-Stato, oppure quello delle azioni di SES, Ofima e Ofible attualmente in mano ad Alpiq da parte di attori pubblici ticinesi!! Sveglia governicchio, un minimo di creatività!!”.

Ecco, questo è il quadro.

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