L'associazione condanna le minacce al ministro. Intanto anche l'UDC prende posizione.

LUGANO - "Se entro fine anno non cambia la linea editoriale del Mattino della domenica te la faremo pagare". Questo il tenore della lettera minatoria inviata negli scorsi giorni a Norman Gobbi.
Un’intimidazione che ha fatto parecchio discutere. La Lega aveva immediatamente espresso solidarietà al suo Consigliere di Stato e aveva invitato le forze politiche e Bel Ticino a fare altrettanto.
Detto, fatto. L’associazione capitanata da Giancarlo Nva, in una nota stampa sottoscritta anche da Marco Mona e Isabella Medici, scrive: “L’onorevole Norman Gobbi ha ricevuto una lettera anonima con minacce e giustamente si dichiara preoccupato. Possiamo comprendere benissimo il suo stato d’animo perché è quello che abbiamo risentito noi negli ultimi mesi quando di lettere anonime con minacce ed insulti ne abbiamo ricevute innumerevoli”.
E ancora: “Non vogliamo con questo giustificare l’invio di missive di questo tipo al Consigliere di stato che condanniamo fermamente, ma ci teniamo anche a precisare che non siamo nemmeno disposti a venire indicati dal Mattino on line e dalla Lega dei Ticinesi come responsabili o ispiratori, accuse gratuite e ingiustificate che lasciano il tempo che trovano”.
Sul finale del comunicato stampa di Bel Ticino va tuttavia precisato che proprio ieri, commentando gli atti vandalici contro la redazione del Mattinonline, il direttore Boris Bignasca aveva sottolineato di non ritenere Bel Ticino responsabile morale degli attacchi violenti contro la Lega, dalle minacce a Gobbi all’aggressione subita dallo stesso Bignasca la scorsa estate a Locarno (CLICCA QUI) .
Condanna dell’UDC “all’anticamera del terrorismo”
E sulle minacce ricevute dal ministro posizione anche l’UDC. In una nota stampa i democentristi esprimono “sdegno per le intimidazioni, indici di un modo di far politica che solo fino a qualche anno fa non trovava terreno fertile nel nostro paese, abituato alla lotta ideologica circoscritta all’ambito democratico e, perché no, civile. Purtroppo, queste vili e rigorosamente anonime azioni stanno prendendo piede anche da noi, ed è troppo facile ribaltare – come fanno certuni – la responsabilità sui modi di far politica della Lega e, soprattutto, del Mattino della Domenica. Toni che spesso nemmeno l’UDC condivide ma che, al di là degli irrealizzabili proclami populistici, rimangono comunque nell’ambito di un dibattito nel quale le soluzioni concrete dei problemi si cercano – e qualche volta si trovano – all’interno degli organi istituzionali democratici, e che non giustificano assolutamente questa deriva nell’anticamera del vero e proprio terrorismo”.